Esperienza in azienda per i ragazzi dell'Itis
In Valsabbia, grazie all’Itis di Vobarno e alla disponibilità del mondo produttivo, ben 60 aziende sono al «servizio» della scuola.

In Valsabbia, grazie all’Itis di Vobarno e alla disponibilità del mondo produttivo, ben 60 aziende sono al «servizio» della scuola.

In questi giorni, in effetti, sono ben 88 i ragazzi iscritti alle classi terza e quarta dell’Istituto tecnico (appartengono ai corsi di Informatica e di Meccanica) che stanno vivendo un’esperienza di «scuola in azienda» in imprese (60, appunto) dei settori metalmeccanico o informatico; ma anche negli enti locali.

«Le fabbriche coinvolte - ricorda il professor Valeriano Buffoli, responsabile del progetto per la sede vobarnese dell’Iis "Perlasca" - sono distribuite su un territorio ampio: dalla trentina Storo a Prevalle, attraversando l’intera Valsabbia».

I tirocini in ambito meccanico si svolgono interamente nelle aziende. Per quanto riguarda l’informatica, invece, una parte del lavoro si svolge anche in classe. In sintesi, per tre settimane ogni ragazzo ha un tutor aziendale e una analoga figura scolastica (5 gli insegnanti dell’Itis addetti a questo compito), e ha a disposizione un proprio progetto formativo che tiene conto, tra l’altro, di obiettivi comportamentali (il rispetto delle regole), trasversali (rispettare sia i tempi sia i compiti affidati) e didattico-professionali (con la necessità di saper lavorare nel proprio campo specifico, applicando i concetti teorici studiati alla realtà).

Il valore didattico del progetto? «Da una parte - risponde Buffoli - avviene la verifica sul campo delle nozioni acquisite, e dall’altra ci si può rendere concretamente conto che le nozioni apprese in aula, alla fine, servono davvero».

Al termine di questa esperienza di inserimento nel settore produttivo, i ragazzi coinvolti saranno valutati sia dal tutor aziendale sia da quello scolastico, e la sintesi che ne deriverà avrà ovviemnte un peso nella valutazione finale di ogni studente. «Non va dimenticato - conclude Buffoli - che questa fase di alternanza scuola-lavoro rientra a pieno titolo nella programmazione formativa: non si tratta di un diversivo, ma di una esperienza perfettamente calata nel piano didattico. Una esperienza che deve dare risultati ed essere valutata».

m.pas.
da Bresciaoggi
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