08 Aprile 2018, 09.15
Bagolino Valsabbia Provincia
Gaver

«In dieci anni perse due stagioni»

di val.

Forse la Sp 669 nel tratto che da Valle Dorizzo porta al Gaver, riaprirà questo lunedì. Forse, dopo tre fine settimana consecutivi di blocco completo. Si teme ci voglia un altro anno per il nuovo paravalanghe


Al termine di una stagione invernale comunque soddisfacente, il periodo pasquale col metro di neve che c’è avrebbe permesso agli operatori di recuperare i periodi “magri” degli anni scorsi e agli appassionati di usufruire di un interessante prolungamento stagionale.
Invece no.

Del resto, quando si tratta di ragioni di sicurezza, sembra non ci sia verso di trovare rimedio.
«Negli ultimi dieci anni la strada che porta al Gaver è rimasta chiusa per più di 60 giorni. In sostanza si tratta di due intere stagioni sciistiche».

A fare i calcoli e a provare a rendere coi numeri la frustrazione che può provare in queste condizioni un operatore turistico, è Gianzeno Marca.
Col fratello Stefano si occupa delle sorti del Blumon Break, la locanda albergo ereditata dai genitori che si affaccia sulla Piana e guarda verso il Blumone, ma è anche consigliere di Federalberghi ed ha presieduto a lungo l’Agenzia territoriale per il turismo della Valle Sabbia.

Vabbè, gli diciamo, questa estate arriverà un nuovo paravalanghe che contribuirà a diminuire i rischi e di conseguenza i blocchi stradali, no?
«Se faranno in tempo – ci dice lui -. Sappiamo che il finanziamento c’è, ma il progetto definitivo ancora no. Ammesso che poi si parta alla svelta ci vorranno 90 giorni per il bando e una sessantina per assegnare i lavori in via definitiva, col rischio sempre che la burocrazia o qualche ricorso vadano a dilatare e di molto i tempi. E poi questo paravalanghe bisognerà ancora farlo».

Insomma, fatti i conti per bene
, le probabilità che a dicembre del prossimo anno il Gaver si ritrovi allo stesso punto sono tutt’altro che remote.

«Ci facciamo i conti da sempre, con le balze della Misa pronte a scaricare neve sulla strada, ma c’è modo e modo di amministrare queste difficoltà» si sfoga Gianzeno.

E ce n’è per tutti: «Chi è che deve occuparsi di questa cosa? il sindaco di Bagolino o quello di Breno? La Comunità montana? la Provincia? la Regione? lo Stato? Nessuno: da parte delle istituzioni c’è il vuoto assoluto, nemmeno un segnale di vicinanza, un esortazione a farci coraggio».

Come fare allora? «A Pasquetta eravamo a -11 e in quelle condizioni la neve non scivola nemmeno con le cannonate – dice Marca -. In Val d’Aosta o in val Gardena chiudono la strada solo nelle ore centrali della giornata, le più calde.
Si potrebbe fare anche da noi, ma ci vorrebbe una vera attenzione al territorio e al benessere delle persone che se ne curano».




Commenti:
ID75721 - 08/04/2018 12:03:09 - (Davibike69) - BANANA REPUBLIC

Come ci siamo ridotti...e' come quando si aprono le buche nelle strade e le pubbliche amministrazioni invece di ripararle , mettono il cartello "attenzione buche" e se ne lavano le mani. Fa sorridere il fatto che si vogliano organizzare le olimpiadi invernali a Ponte di Legno (Milano) e a pochi km di distanza non si e' in grado di risolvere un problema che si trascina da decenni. L'inerzia della pubblica amministrazione sottolinea il fatto che ormai la burocrazia e' un cancro che ci sta divorando senza speranza...Restano solo le banane da Banana republic

ID75722 - 08/04/2018 12:55:10 - (Bagosso) -

Che pena, che tristezza, siamo oramai rassegnati a un declino continuo che lascia ben poche speranze.......e niente si muove, semmbra quasi che ai nostri amministratori non importi nulla di risolvere un problema pluri-decennale che in altri posti sarebbe stato risolto da molto tempo.

ID75723 - 08/04/2018 14:21:14 - (robvi) - due semplici considerazioni ...

1) Il nivologo ne capisce tanto quanto me; ha chiuso la strada per 3 settimane nonostante non sia scesa nessuna slavina. Sarei stato capace anche io. L'anno prossimo potrebbe chiudere per tutto l'inverno ... ma viene pagato per dire quando si può utilizzare la strada o per dire quando si può chiuderla ? (non è la stessa cosa...)2) Sarebbe ora che il confine tra Bagolino e Breno, tornasse sul Crocedomini dove si trovava prima della peste del 1400. Credo che il debito di riconoscenza possa essere stato pagato in più di 600 anni. Dal Gaver a Breno in inverno col Crocedomini chiuso, ci sono circa 150 km; è totalmente irrazionale ed oltremodo stupido che un territorio sia amministrato in un municipio distante 150 km ! Nessun politico ci ha mai pensato ?

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