26 Aprile 2010, 14.41
Prevalle Valsabbia
Lettere

«Tenete gli occhi aperti»

"Chiediamo spazio per alcune riflessioni in margine alle cerimonie del 25 aprile".

 
Abbiamo partecipato alle manifestazioni del 25 aprile promosse dall'Anpi della Bassa Vallesabbia a Prevalle e a Gavardo.
Il delegato Anpi, Paolo Catterina, ha ricordato i significati centrali del 25 aprile: la scelta della democrazia e la sua faticosa costruzione, il dono della costituzione con i suoi luminosi principi, il sacrificio di giovani uomini e donne per la libertà di tutti, il senso dell'onore della propria patria da difendere dall'invasore, la dignità di chi preferì la prigionia piuttosto che collaborare con il nazifascismo, l'impegno - ancora attuale e doveroso nella sfera personale quanto in quelle sociale e istituzionale - per costruire una società più giusta che la dittatura aveva impedito.
 
Si tratta di valori ancora fortemente attuali.
Spiace constatare che, a fronte di tutti i significati sopra ricordati che danno occasione a molte riflessioni utili anche nel presente, ci sia chi si attarda in pericolose e laceranti polemiche per dare il primato della Resistenza ai soldati alleati oppure per dipingere quel non certo facile periodo della storia italiana come una mattanza condotta da fanatici che si ispiravano a Stalin, come abbiamo sentito dire da alcuni oratori.
 
Poco informati forse del fatto che varie fossero le formazioni partigiane e dalle nostre parti consistente il gruppo delle Fiamme Verdi, non certo cresciuto nelle scuole sovietiche.
Nella festa del 25 aprile ricordiamo che non è stata secondaria la scelta dell'amnistia intrapresa dal nostro paese, dettata dall'idea che il tentativo di riconciliazione e non la vendetta fosse una buona base per la ricostruzione del paese.
 
Usare il 25 aprile per creare divisioni non è mai stato utile nè lo è oggi per la democrazia italiana, che dall'antifascismo parte prima di ogni successiva posizione politica.
A tutti basti il richiamo dell'energica partigiana Caterina Rossi: "Tenete gli occhi aperti!".
 
Paola Ballerini, Natalia Fantoni, Alessio Balatroni, Massimo Mattei, Mariella Butturini, Roberto Biemmi, Rina Torri, Sonia Tosoni (cittadini di Prevalle).
 


Commenti:
ID1972 - 26/04/2010 18:52:00 - (BORDIGA) - E' necessario ora ancor pi di prima Partecipare

Le Persone di Prevalle che hanno scritto questa lettera hanno fatto molto bene ad esprimersi; serve, ora più di prima, che si tramandi CORRETTAMENTE la storia della RESISTENZA. La Resistenza ha rappresentato soprattutto un ALTISSIMO MOMENTO DI ESPRESSIONE DEL VALORE UMANO DI COESIONE SOCIALE. Per Liberare l'italia dalla Dittatura Fascista si erano uniti diversi ceti sociali: "i Partigiani agivano organizzati in varie formazioni armate, che erano coordinate dal CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), ed era composto dalle FIAMME VERDI (cattolici), dalle FIAMME AZZURRE(monarchici), dalle BRIGATE GIUSTIZIA E LIBERTA' (social liberali), dalle BRIGATE MATTEOTTI (socialisti), dalle BRIGATE GARIBALDI (comunisti), dai GAP (gruppi di azione patriottica) e dalle SAP (squadre di azione patriottica). Come si evince, per estirpare la cultura Fascista, del Populismo idilliaco e superiore, della differenza razziale, si erano uniti svariati Ceti Sociali, che di fatto ci hanno insegnato tanto. Ricordare.

ID1973 - 26/04/2010 19:20:00 - (franz caffaro) - figlio di partigiano

volevo dire la mia, su questo argomento, ma vedo che (BORDIGA) ha detto e specificato chiaramente tutto. voglio sottolineare e condividere tutto salvini francesco

ID1976 - 27/04/2010 08:33:00 - (Gino49) - Occhi aperti dunque

Dice molto bene l'amico Bordiga, la Libertà non è mai regalata anche se essendo il primo diritto naturale per l'uomo sembrerebbe di fatto un diritto scontato, non è così, in ogni epoca chi non continuava a difenderla convintamente, la perdeva e poi con il sangue la riconquistava. Personalmente più rifletto sulla storia della Resistenza in Italia e più la sento come un monito da non sottovalutare. Non sono fuori tempo le parole della partigiana quando dice anche a noi: Tenete gli acchi aperti.

ID1979 - 27/04/2010 10:04:00 - (peneleo) - Occhi aperti dovunque però!

La storia dimostra come tanto pericolo per la libertà sia stato generato dal pensiero marxista e dal socialismo reale al quale guardavano con ammirazione non solo tanti partigiani, ma pure tanti italiani, almeno sino alla caduta del Muro di Berlino. Forze politiche ben precise e riconoscibili, che pure parteciparono alla Resistenza, avevano però in mente per l'Italia la libertà che prometteva un personaggio come Stalin, avevano in mente un Italia legata al Patto di Varsavia dell'Unione Sovietica e non pensavano certo alla libertà (autentica) portata dagli americani. Alcune formazioni partigiane, sconfitto, certo, l'odioso nazzifascismo, ci avrebbero convintamente consegnati al comunismo più duro e illiberale dell'URSS. E di questo io non li ringrazio! Viva la Resistenza, Viva gli Alleati, Viva la nostra Patria!

ID1980 - 27/04/2010 11:09:00 - (Matteo) - Ma perchè?

Perchè tutte le volte che si parla della Resistenza bisogna specificare: "Sì, però c'erano i comunisti..." ecc. ecc.? L'unica cosa che la nostra storia dimostra è che nessuno ha consegnato l'Italia all'Unione Sovietica, e che il risultato della Resistenza è stata la Repubblica Italiana. Questo dovrebbe bastare, no? Invece ogni volta si parte con Stalin, Togliatti, il Patto di Varsavia e chi più ne ha più ne metta. Ci sono delle situazioni, e questa è una di quelle, in cui bisognerebbe mettere da parte l'ideologia e celebrare chi ha dato la libertà al nostro paese. Una cosa sulla quale invece io discuterei sono alcune modalità di lotta armata e di rappresaglia, ad esempio la strage di Oderzo, ma anche l'uccisione del duce e la sua esposizione in piazzale Loreto, ma queste sono questioni che trascendono le finalità e che non dipendono dall'idea di fondo del movimento. Di quella dobbiamo solo rendere

ID1981 - 27/04/2010 11:28:00 - (peneleo) - Proprio perchè

le finalità della Resistenza di una parte (i comunisti) vengono sempre sottociute, nascoste, messe sotto silenzio ed invece non c'è libertà senza verità. Siamo liberi non solo perchè siamo stati liberati, ma perchè una parte dei "liberatori di sinistra", grazie a Dio, non prevalse. Non si tratta di mettere da parte le ideologie, caro Matteo, ma di raccontare la storia tutta intera e non solo que pezzo che fa comodo. Si tratta di consentire anche alla Presidente Polverini di celebrare il XXV Aprile senza che i soliti di sinistra glielo impediscano con la violenza, decidendo loro chi può e chi non può parlare della liberazione, quando loro dovrebbero essere i primi a tacere! Hai per caso sentito esponenti della moderna sinistra progressista italiana, esprimere forte e chiara, la propria solidarietà alla Polverini. Io no!

ID1982 - 27/04/2010 11:29:00 - (Ricard53) - Per fortuna che c'erano.

Finiamola con le retoriche, i partigiani comunisti hanno contribuito in grande misura a combattere i nazifascisti e questo dobbiamo riconoscerlo, le rappresaglie e le stragi purtroppo fanno parte di un quadro della guerra che non è cambiato nemmeno al giorno d'oggi. Gli errori con le stragi di civili o il fuoco "amico" delle guerre attuali, non hanno niente da invidiare alle tragedie dei conflitti passati, questo tanto per non essere ipocriti. Inoltre mi sembra che, nei fatti, questo paventato pericolo comunista in Italia non vi sia mai stato e credo, come tutte le cose in questo paese, che se fosse andata diversamente magari l'avremmo avuto all'amatriciana. In ogni caso il contraltare dell'anticomunismo a prescindere è magari un antifascismo anch'esso retorico che mira solo alla conservazione dello stato attuale, senza rendersi conto che il mondo cambia e si evolve. Va bene però il: "tenete gli occhi aperti".

ID1983 - 27/04/2010 12:02:00 - (BORDIGA) - la resistenza esempio di coesione sociale

Quando prendono spunto dalle dittature dell'est per oscurare l'alto esempio di Politica Civile rappresentato dalla Classe dirigente del Partito Comunista Italiano compiono un atto di disonestà intellettuale perchè proprio il Caso di ricordare che Palmiro Togliatti, nel primo Governo dopo la Liberazione dal Facismo, ricoprì la Carica di Ministro dell'interno, e fece in modo (si presti bene attenzione) che la "Destra" facente capo ad Almirante potesse essere rappresentata nel Parlamento DEMOCRATICO della REPUBBLICA ITALIANA. Dimostranto in tal modo, con i fatti, un alto senso dello Stato e dello Stato Democratico. Togliatti se fosse stato quel uomo cinico che dipingono i diffamatori non avrebbe avuto difficoltà in quel contesto, di Odio verso gli Eredi del Fascismo, a (diciamo) fare in modo che non entrassero in Parlamento e fossero rilegati altrove. Invece per Grazia della nostra Storia Democratica è esistito anche Palmiro Togliatti, abile e Coraggioso antifascista. W la Repubblica.

ID1985 - 27/04/2010 12:37:00 - (peneleo) - Gentile Bordiga,

io non discuto lo spessore storico dell'uomo Togliatti; io sottolineo che l'orizzonte di libertà che il Partito Comunista ed i suoi dirigenti avevano nel cuore era quello dell'Unione Sovietica. Era quella e non un'altra la libertà nella quale, pur con il voto degli italiani, pensavano, speravano di portare il nostro paese. Era quella la prospettiva sul futuro dell'Italia e se quella prospettiva si fosse realizzata noi ci saremmo trovai con la stessa libertà che i popoli ex sovietici hanno provato sino alla caduta del Muro. E, sinceramente, non credo che quella fosse la libertà che nè io nè lei amiamo definire tale.

ID1986 - 27/04/2010 13:16:00 - (Gino49) - Torniamo ai partigiani

Effettivamente nelle varie formazioni partigiane c'era anche la componente che si rifaceva all'ideologia del nascente partito comunista, ma gli ideali che le animava erano gli stessi, liberarsi dall'oppressore fascista che aveva gettato l'Italia nelle mani delle orde di Hitler, il desiderio di costruire la nazione sulla base di un nuovo concetto civile basato sulla libertà, in questi ideali credevano tutti gli uomini e donne della Resistenza e per questi ideali erano disposti a perdere la vita, cosa che per molti di Loro avvenne. La definizione del martire partigiano Teresio Olivelli, "Martiri per amore li accomuna tutti".

ID1987 - 27/04/2010 13:32:00 - (Nikko) -

C'è gente che avendo venduto il cervello al premier prenderebbe spunto da qualsiasi articolo per non perdere l'occasione di criticare i Comunisti. Speriamo possano questi poveretti un giorno smetterla di parlare con la bocca del signor B. e usare il proprio cervello in modo autonomo.

ID1988 - 27/04/2010 13:32:00 - (Gino49) - Posso continuare?

L'argomento è appassionante e sarebbe interessante proseguire con l'intervento di altre persone che si sentono di dire o hanno da dire qualcosa, come il sottoscritto che essendo nato in una famiglia di partigiani a la stessa nell'incognita operava attivamente in appoggio delle formazioni partigiane, per questo si trovò a correre seri rischi, avrebbe degli episodi da raccontare in relazione ai fatti e alle persone che furono importanti nella resistenza e che coinvolsero direttamente la mia famiglia, con il permesso del Direttore.

ID1989 - 27/04/2010 13:39:00 - (Gino49) - Errata corrige

Una svista mi ha fatto scrivere la frase del martire partigiano Teresio Olivelli in modo errato, la frase giusta era: Ribelli per amore. Chiedo scusa.

ID1990 - 27/04/2010 14:38:00 - (enzino.b) -

Io credo che se in Italia c'è una democrazia compiuta questo anche grazie ai comunisti Italiani. Si può discutere di ciò che in altri parti del mondo questa ideologia ha prodotto, sopratutto in negativo. Si può discutere ciò che di negativo è stato prodotto in altre parti del mondo da una ideologia che per comodità, si puo chiamare capitalista. In italia dopo la guerra i comunisti italiani hanno deposto le armi ed hanno accettato il responso delle urne. Sempre. Quello che negli anni '80 faceva di tanti giovani come me degli iscritti al partito comunista, non era il modello sovietico, che in larga parte sentivamo fallimentare, ma la forza delle idee che un uomo, un grande uomo come Enrico Berlinguer esprimeva. Adesso fa un pò sorridere sentire parlare di emancipazione, solidarietà, diritto allo studio, diritto al lavoro, ma erano queste le cose che volevamo, non i cosacchi a roma. E per sentivamo nostri anche dei doveri, come quello di proteggere la democrazia attraverso lo (continua

ID1991 - 27/04/2010 14:51:00 - (enzino.b) -

strumento del voto e la manifestazione della volonta popolare. Tornando ai partigiani, onore a loro, che corsero enormi rischi lasciando in molti casi la vita, per permettere a noi di vivere pi di 60 anni di pace. Onore anche a chi, come mio padre, fù internato nei campi di concentramento nazisti per aver ubbidito da soldato alle leggi della patria e insignito per questo della croce al merito di guerra.

ID1992 - 27/04/2010 15:22:00 - (BORDIGA) - ONORE AI CADUTI PER LA LIBERTA', SEMPRE

BRAVO SIG. ENZINO B., hai pronunciato una "PAROLA FONDAMENTALE": ONORE AI CADUTI PER LA LIBERTA'. In questi tempi attuali sembra che una larga parte della nazione abbia smarrito la consapevolezza del VALORE DELLA LIBERTA' DI VOTO, libertà anche questa che è costata Vite Umane. Ed a proposito di Libertà, e di idee serie, di Politica SERIA e condotta seriamente, è anche il Caso di Ricordare che Enrico BERLINGUER andò direttamente a Mosca a Pronunciare un Discorso assolutamente critico verso la Politica Sovietica, compiendo quello che venne definito "lo strappo". Ora, è necessario, per educare le nuove generazioni alla partecipazione affinchè si crei un Clima di Coesione Sociale, rileggere la Storia con l'impegno della Consapevolezza del periodo nel quale avvennero i fatti. Del "SENNO DEL POI" son piene le tasche. E SAPER DARE A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE, costi quel che costi. Così diverremo tutti un po' pi liberi.

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