31 Maggio 2010, 05.47
Valsabbia
Corsa rosa

Al Giro con due dei «nostri»

di red.

Fra i corridori impegnati nel Giro d'Italia, anche due dei "nostri". Hanno infatti partecipato alla corsa in rosa Alessandro Bisolti di Idro e Marco Frapporti di Anfo.

 
Entrambi sono nati a Gavardo nel 1985: Alessandro abita a Idro; Marco è di Anfo.
Facciamo loro tutti i nostri auguri perché l’esperienza della corsa a tappe più bella del Mondo possa essere gratificante.
Con l’aiuto di Sara Levrangi, che giorno per giorno ci fornirà le informazioni, a partire dalla sesta tappa con i nostri due atleti ci saremo anche noi, aggiornando ogni volta l’articolo che trovate qui sotto.
(E' da leggere a rovescio: in alto c'è l'ultimo aggiornamento)

 
Considerazioni di fine gara
 
Una corsa dura, una corsa per gambe e cervello allenati. I due valsabbini ce l'hanno fatta ad arrivare in fondo ed era questo a contare maggiormente.
Bravi dunque, davvero.
Soprattutto Alessandro Bisolti che da fortissimo scalatore qual è si è reso protagonista di una tappa di montagna, la 14°.
Di quell'esperienza vi riportiamo integralmente un'intervista pubblicata il 24 maggio da Spazio Ciclismo:

Due parole con...Alessandro Bisolti, protagonista della 14° Tappa del Giro d'Italia A tu per tu con il protagonista della 14° Tappa del Giro, lo scalatore bresciano Alessandro Bisolti.

Si gode la seconda giornata di riposo Alessandro Bisolti, scalatore bresciano agli ordini di Bruno Reverberi nella Colnago Csf, dopo le fatiche delle prime due settimane di Giro, trovando così il tempo per rispondere alle nostre curiosità e mettersi maggiormente in mostra dopo la splendida fuga partorita nel corso della 14esima tappa.
Con un'azione importante era scattato poco dopo il via assieme a cinque attaccanti di giornata, tra i quali Filippo Pozzato e, ai piedi del temibile Monte Grappa, aveva lasciato la loro compagnia per trovar fortuna in solitaria.
 
Una fortuna che non è arrivata, ma in compenso lo ha fatto conoscere anche a chi non aveva prima d'ora sentito parlare di lui. Un nome, quello di Alessandro Bisolti, conosciuto dagli addetti ai lavori da tempo, in virtù dei notevoli piazzamenti di prestigio ottenuti tra i dilettanti, tra cui spiccano un settimo posto al Giro d'Italia U26 nel 2006, un quinto posto nella Vuelta a Lleida e la vitoria al Giro della Valle d'Aosta, autentica vetrina per gli scalatori più promettenti d'europa.
Il passaggio al professionismo è giunto nel 2009 con la Csf Navigare e, dopo una stagione con poche corse all'attivo, è giunta un anno dopo l'esperienza che ha sempre sognato: il Giro d'Italia. Raggiunto in mattinata dai nostri taccuini Alessandro si è reso ben disponibile a rispondere alle nostre domande.

- Partiamo dal principio, da ciò che ha preceduto l'attacco iniziale: nel briefing mattutino con la squadra era stato deciso fossi tu a prender parte alla fuga oppure sei stato il più deciso ad attaccare sin da subito? Nella riunione mattutina abbiamo deciso di entrare nella fuga un pò a turno, centrare la fuga buona non è mai facile, perchè oltre alle gambe ci vuole anche una buona dose di fortuna. Io ho provato due o tre volte ad entare nei gruppetti e mi è andata bene!

- Il tuo, sul Grappa, è stato un attacco deciso, da scalatore puro. Ti eri accorto che il gruppetto aveva calato l'andatura e hai provato la sortita solitaria, pensavi di riuscire ad arrivare tutto solo in vetta? Si, ho visto che non lasciavano andare troppo la fuga, speravo ci lasciassero piu spazio invece...ho capito subito che sarebbe stato difficile arrivare al traguardo così, dopo 100 km al vento a 50 all'ora. Se avessimo preso la salita regolari dietro ci avrebbero preso dopo pochi km cosi sono partito sperando che, alle nostre spalle, si guardassero a lungo, studiandosi, ma non è stato così.

- La Liquigas dietro ha fatto un gran lavoro e per te non c'è più stata gloria, nonostante fino allo scatto di Nibali avessi un ottimo colpo di pedale. Cosa hai provato una volta ripreso? Una volta ripreso...niente! Certo dopo che ci avevi creduto a lungo viene da mollare di testa, ma a dire il vero è sempre più una questione di gambe: la benzina stava finendo!!

- Quali sono le emozioni che hanno caratterizzato la tua azione solitaria e cosa ti ha colpito di più? Beh, davvero grandi emozioni, un vero e proprio spettacolo!!! Pensavo a quando, fino a poco tempo fa, guardavo il giro alla tv e allora mi dicevo "ehi, ma ci sono io davanti oggi!!!" Poi lungo tutta la salita la gente gridava il mio nome: "Dai Ale...dai Biso...Alessandro non mollare..." E' stato bello anche quando, una volta ripreso e passato dai migliori, la genta continuava a riconoscermi e a incitarmi. Non ero affatto abituato alla cosa, poi pensavo: "Dai che a Idro ti stanno guardando tutti!"

- Le tue doti da scalatore si sono mostrate in passato con la vittoria tra i dilettanti del Giro della Val d'Aosta e con ottimi piazzamenti alla Settimana Lombarda e al Giro del Trentino, quest'anno; per questo avresti dovuto scortare il capitano Pozzovivo sulle montagne. Il suo ritiro apre alle fughe, ci riproverai sicuramente? Si, purtroppo "Pozzo" ha avuto questo problema e il suo ritiro è stata una brutta tegola, prima per lui ,ma anche per noi. D'un tratto è cambiato completamente il modo di affrontare le tappe per tutti noi. Ci riprovo? Sicuramente....sempre che le gambe lo permettano!

- Questo è il tuo primo Giro d'Italia, una corsa che hai sempre sognato sin da piccolo, cosa rende davvero magica la corsa rosa? Davvero non saprei, credo tutto. Purtoppo le altre corse non sono cosi: il Giro è il Giro, si fa piu fatica, ma si è anche piu stimolati e motivati.

- Il sogno è quello di conquistarlo un giorno? Certo il sogno è quello di conquistarlo, ma realisticamente mi sono reso subito conto che bisognerà migliorare in tutto nel futuro prossimo, e non di poco... Per capirlo pero devi prendere le cosiddette "bastonate"; non basta per esempio che ti dicano di stare attento ai ventagli finchè non stai sul ciglio della strada a tutta... Bisogna provare tutto sulla propria pelle e lo stesso dicasi per l'alimentazione in gara, il correre davanti e tutto il resto.

- Infine una curiosità...tre settimane lontano da casa per un'amante della propria terra, la Valsabbia, come te, saranno state certo lunghe e sofferte. Appena tornerai sul Lago d'Idro quali sono le prime cose che vorrai fare? Lontananza...magari si trattasse solo di tre settimane, tra l'altura, le altre corse e tutto il resto ho dormito veramente poco nel mio letto, ma appena torno riallaccerò i rapporti con la mia normalita e la mia gente!
 
 
 
Domenica 30 - Tappa 21: Verona 15 km

Frazione a cronometro sul Circuito delle Torricelle percorso in senso antiorario.
Prima parte per vialoni rettilinei e molto larghi. Poi 4,5 km di salita al 5% con alcuni “scalini” e con carreggiata più stretta della prima parte.
Quindi GPM e cronometraggio intermedio (km 8,5). Seguono 4 km di discesa su strade analoghe a quelle della salita. Ultimi 3 km lungo le vie cittadine con curve ad angolo retto. Arrivo in Piazza Bra e nell’Arena di Verona.

Ultimi chilometri per viali cittadini larghi e rettilinei. Cronometraggio finale in Piazza Bra prima dell’ingresso in Arena.
Rettilineo di arrivo di 150 m, largo 6 m fondo in asfalto.
Nell’ultimo km tre curve ad angolo retto, la prima verso destra e le due successive verso sinistra.
 
Alessandro Bisolti 99° a 1:54
Marco Frapporti 69° a 1:33
 
Sabato 29 - Tappa 20: Bormio - Ponte di Legno - Tonale 178 km

Tappone di montagna con 5 colli e lunghi settori sopra i 2000 m.
Primi 40 km interamente in discesa (più o meno marcata) fino a Tirano dove si entra in Svizzera per scalare la Forcola di Livigno (GPM 2315 m – km 72,8) risalendo la valle in parallelo al treno del Bernina.
Rientrati in Italia si raggiunge Livigno (Rifornimento km 87-90) per affrontare i Passi di Eira e di Foscagno (GPM – km 93,6 e km 100,5). Dopo la lunga discesa pedalabile su Bormio si affronta la Cima Coppi posta al Passo Gavia (m 2618 – km 148,8).
Seguono 16 km di discesa estremamente tecnica su strada a carreggiata ristretta ed esposta fino a Ponte di Legno (attraversamento con settori in porfido e alcune curve secche in discesa).
Quindi la salita finale al Passo del Tonale pedalabile con pendenze solidamente attestate tra il 6 e il 7%. Da segnalare la galleria lungo al discesa del Passo Gavia lunga 400 m, ripida (9-10%) e in leggera curva. TV a Santa Caterina Valfurva km 135,6

Ultimi Km: quarto – e ultimo - arrivo in salita. Salita di circa 12 km con pendenze molto costanti attorno al 6-7%. Strada larga con curve ampie e un lungo rettilineo al 7% nell’ultimo km.
Retta di arrivo di 180 m, larghezza 7,5 m fondo in asfalto quasi pianeggianti.
 
Alessandro Bisolti 91° a 37:54
Marco Frapporti 89° a 37:54
 

Venerdì 28 - Tappa 19: Brescia - Aprica 195 km
Percorso: tappa di montagna.
Si risale la valle dell’Oglio e il lago di Iseo fino a Edolo dove inizia una largo anello di strade alpine.
Primo passaggio sul traguardo dell’Aprica (km 112,9 – GPM) dopo il TV a Corteno Golgi (km 1058). Discesa veloce e quindi salita di Trivigno (GPM – m 1608 – km 130,2). Dopo Trivigno discesa molto tecnica (numerosi tornanti, carreggiata stretta) per scendere di oltre 1000 m.
Raggiunto Mazzo di Valtellina inizia la ripidissima salita al Passo del Mortirolo (12,8 km – med. 10,3%). Discesa tecnica fino alla statale 42 dopo Monno da dove si risale fino all’arrivo dell’Aprica.
Entrambe le salite all’Aprica passano per Santicolo con pendenze attorno al 15% in alcuni tratti abbastanza lunghi. Da segnalare alcune gallerie lunghe nella zona del Lago di Iseo.
Rifornimento fisso a Sonico km 90-93.

Ultimi Km: strada interamente in salita con pendenze notevoli tra Edolo e Santicolo e che poi scemano man mano che ci si avvicina all’arrivo passando dal 5% ai 5 km fino ad arrivare a pendenze inferiori al 2% negli ultimi 500 m.
Larghezza della sede stradale all’arrivo 7 m, pavimentazione in asfalto in leggera salita.
 
Alessandro Bisolti 49° a 23:08
Marco Frapporti 89° a 35:17
 
 
Giovedì 27 - Tappa 18: Levico Terme - Brescia 156 km
Percorso: tappa pianeggiante a eccezione della breve salita di Vigolo Vattaro (versante Caldonazzo) che si affronta nei primi 10 km.
Raggiunta la valle dell’Adige la si percorre per strade di media carreggiata fino a Rovereto dove si attraversa l’Adige per raggiungere il Lago di Garda.
Dopo Riva del Garda inizia la costiera occidentale del Garda: Da segnalare il superamento di numerose gallerie di diversa lunghezza (da poche decine di metri a circa 2 km). Il Traguardo Volante è situato a Salò (km 104,6).
Si prosegue quindi per strade larghe e rettilinee fino a Brescia dove si percorre una sorta di circuito (senza passaggi sul traguardo).

Ultimi Km: ultimi 5 km praticamente pianeggianti tutti dentro l’abitato di Brescia per viali larghi, rettilinei, con tratti pavimentati in porfido.
Da segnalare la galleria Tito Speri di 430 m (illuminata) in leggera salita.
Rettilineo di arrivo di 800 m largo 8 m su fondo in asfalto.

Classifica di tappa
- 42° Marco Frapporti 3:14:59 ritardo 0'00''
- 98° Alessandro Bisolti 3:14:59 ritardo 0'00'' (entrambi arrivati in gruppo)

Classifica generale
- 67° Alessandro Bisolti 78:12:06 ritardo 1:45'29''
- 150° Marco frapporti 79:57:04 ritardo 3:30'27''
 
 
Mercoledì 26 - Tappa 17: Brunico - Peio Terme 173 km
 
Percorso: tappa che collega la Val Pusteria con la Val di Sole. Val Pusteria percorsa sempre in leggera discesa su strade lisce e con ampie curve fino a innestarsi nella valle dell’Isarco per attraversare Bolzano/Bozen e portarsi a Vilpiano/Vilpian dove è posto il Rifornimento (km 82-85).
Immediatamente dopo a Nalles/Nals inizia la salita del Passo delle Palade/Gampenjoch (GPM km 106,3) con pendenze fino al 16% nei primi chilometri che conducono a Prissian. Dal passo all’ingresso in Val di Sole a Ponte Mostizzolo una lunghissima discesa pedalabile precede la risalita lungo la vallata (TV a Malè – km 147,9).
Ultimi 10 km in salita.

Ultimi Km: a -9.5 km si comincia a salire nella valle di Peio con pendenze attorno al 6%.
A Celledizzo e Cogolo 3 km di falsopiano (1,6%) precedono gli ultimi 3 km della corsa che presentano pendenze mediamente sul 7% e con punte (50-100 m) del 12% nel primo tratto a tornanti dopo Cogolo.
Retta di arrivo di 110 m larga 5,5 m su asfalto in salita 5%.

Classifica di tappa
- 72° Alessandro Bisolti 4:42:38 ritardo 13'19''
- 119° Marco Frapporti 4:45:18 ritardo 15'59''

Classifica generale
- 68° Alessandro Bisolti ritardo 1:45'29''
- 150° Marco Frapporti ritardo 3:30'27''
 
 
 
Martedì 25 - Tappa 16: San Vigilio di Marebbe - Plan de Corones 12,9 km

Percorso: cronometro individuale, interamente in salita, suddivisa in tre segmenti.
Il primo, da San Vigilio fino al bivio di Pieve di Marebbe, si svolge su strada larga in leggera salita con una successione di curve intervallata da brevi rettilinei.
Dal bivio di Pieve di Marebbe al Passo Furcia si svolge il secondo segmento, interamente in ripida ascesa, in particolare nella parte a tornanti le pendenze sono sempre al di sopra del 10% e si tocca il massimo del 16% poco prima del Passo Furcia. La carreggiata è stretta.
Al Passo Furcia inizia il terzo segmento, interamente sterrato, caratterizzato da lunghi tratti con pendenze sempre attorno al 20% (max 24%).

Ultimi Km: al passo Furcia la corsa svolta sulla sinistra imboccando una strada forestale.
Il fondo è sterrato e si sale per 2 km nel bosco con pendenze che sfiorando anche il 20% alternate a tratti di lieve ascesa.
Dopo una serie di tornanti si esce dal bosco e si percorre un tratto in falsopiano fino ai 1100 m dall’arrivo.
Un tornante verso sinistra segna l’inizio di una rampa con picco massimo del 24% (su almeno 50 m).
Superata una stazione di seggiovia iniziano due rampe della lunghezza di circa 250 m ciascuna con pendenza media attorno al 20%.
Due ampie curve attorno alle costruzioni della sommità immettono nel rettilineo d’arrivo della lunghezza di 150 m.
 
É il terzo arrivo in quota. Larghezza della sede stradale all’arrivo 6 m.
 
- Marco Frapporti sarà il primo al via (perchè ultimo in classifica generale): partenza h 10.30
- Alessandro Bisolti partirà alle ore 13.27
 
Ed ecco com'è andata:
90° Alessandro Bisolti col tempo di 47'06'' e un ritardo di 5'38''
130° Marco Frapporti, tempo 48'33'', ritardo 7'05''

In classifica generale:
68° Alessandro Bisolti con un ritardo di 1:42'03''
153° Marco Frapporti, con un ritardo di 3:24'21''
 
Lunedì 24 - Giornata di riposo
 
Domenica 23 - Tappa 15: Mestre - Monte Zoncolan (222 km)
Percorso: tappa di montagna dura con finale durissimo – secondo arrivo in salita.
Fino al Rifornimento di Spilimbergo (km 103-106) si percorrono strade larghe e diritte. Poi una volta entrati nella Val d’Arzino inizia la successione di GPM: Sella Chianzutan (955 m – km 143,6), Passo Duron (1069 m – 182,8) con tratti attorno al 18%, Sella Valcalda (958 m – km 202) prima di arrivare a Ovaro dove inizia la salita finale del Monte Zoncolan, considerato la salita più dura d’Europa: 10 km al 12% di media con punte del 22%.
Da segnalare tre brevi gallerie nell’ultimo chilometro.
Il traguardo Volante con abbuoni è posto a Paularo (km 178,5) all’inizio della salita di Passo Duron.

Ultimi Km: tutti in ripida ascesa.
Ai 3 km sequenza di due tornanti (sinistra-destra) intervallati da un tratto (l’unico) quasi piatto.
A seguire pendenze dal 12 al 18% fino alle tre gallerie (150 m- 60 m- 110 m) che immettono negli ultimi 500 m all’11% di media con pendenze fino al 16% in corrispondenza al tornante ai 250 m dall’arrivo.
Fondo in asfalto, carreggiata di 5 m.
 
Classifica di tappa:
- 70° Alessandro Bisolti 6:44:33 ritardo 22'35''
- 154° Marco Frapporti 6:52:44 ritardo 30'46''
 
Classifica generale:
- 68° Alessandro Bisolti ritardo 1:38'41''
- 157° Marco Frapporti ritardo 3:19'32''
 
 
Sabato 22 - Tappa 14: Ferrara - Asolo (km 205)

LA FUGA
Quella di oggi è una giornata calda, il cielo è limpido e il sole è raggiante… le temperature sono vicine ai 30°C.I tentativi di fuga iniziano già dal primo chilometro ed è un susseguirsi di scatti e contro-scatti.
La fuga nasce al 35° km quando partono all’attacco 6 uomini tra i quali c’è anche Alessandro Bisolti, il cui obiettivo di giornata era proprio di entrare nella fuga buona. Il quintetto di testa guadagna terreno, ma il vantaggio non è molto; il gruppo non lascia troppo spazio alla fuga…sembra che non voglia lasciarla andare.
Sono gli uomini LAMPRE e ACQUA E SAPONE a condurre l’inseguimento. Il gruppo si fa sempre più vicino alla fuga.
 
Quando i fuggitivi arrivano ai piedi del Monte Grappa Alessandro Bisolti decide di partire in solitaria; visto il vantaggio minimo rimasto, se avesse preso la salita insieme ai compagni di fuga ormai rassegnati, sarebbe stato preso ben presto.
Alessandro sperava che alle spalle il gruppo rallentasse, che i “Big” si guardassero e si studiassero prima di partire all’attacco.
Invece gli uomini LIQUIGAS già lavoravano per portare avanti i loro uomini di punta: il capitano Ivan Basso e il giovane Vincenzo Nibali.
 
Il gruppo è allungato, segno che l’andatura è sostenuta.
Il vantaggio di Alessandro non è sufficiente per permettergli di portare a termine la sua azione e a 3 km dal GPM il gruppo lo riprende.
Ora Alessandro si trova tra il primo gruppo dei big (Nibali, Basso, Scarponi, Evans) e il gruppo maglia rosa. Nibali parte all’attacco, stacca tutti in discesa e si aggiudica la 14^ tappa di questo 93° Giro d’Italia. Alessandro Bisolti giunge all’arrivo con un ritardo di 4’46’’ nel gruppetto maglia rosa.

Ottima gara per Alessandro, in azione già dai primi km, ha affrontato la pianura e il vento (da sempre suoi “rivali”) per poi partire all’attacco ai piedi della salita.
Una grande performance che gli ha permesso di mettersi in luce e farsi conoscere da chi non aveva mai sentito il suo nome prima d’ora.
 
Classifca di tappa:
- 21° Alessandro Bisolti 5:02:37 ritardo 4'46'' (1° classificato al "Premio della fuga")
- 146° Marco Frapporti 5:24:13 ritardo 26'22''
 
Classifica generale:
- 66° Alessandro Bisolti ritardo 1:19'56''
- 162° Marco Frapporti ritardo 2:52'36''
 
 
Venerdì 21 - Tappa 13: Porto Recanati/Cesenatico 223 km
Percorso: Tappa mista.
La prima parte risale la costa adriatica fino a Rimini e poi prosegue risalendo la Valmarecchia (rifornimento sulla ss. 16 nei pressi di La Siligata km 99-102).
Al termine della valle si affrontano due salite valide come GPM.
Prima salita a Perticara (m 665 – km 161,6) attraverso Talamello (400 m in lastricato all’8%) con la prima parte ripida e la seconda più pedalabile.
Segue la discesa tecnica su Montepetra bassa (interrotta da due brevi e intensi strappi).
A Mercato Saraceno (TV – km 176,3) inizia la seconda salita: il Barbotto (m 514 – km 181) con pendenze a doppia cifra per tutto l’ultimo km.
Finale tutto in discesa o falsopiano discendente, ma costellato di curve e controcurve a volte di discreto spessore tecnico.
 
Ultimi Km: dai -5 km ai –2 km si corre su strada dalla carreggiata media, prevalentemente rettilinea e raccordata da numerose rotatorie.
Ai 2000 m dall’arrivo si scende in curva dal cavalca-ferrovia per passare sotto il medesimo in rotatoria a carreggiata ristretta.
Ai 1150 m immissione nel rettilineo finale con due dossi dissuasori di velocità prima dell’ultimo km.
Rettilineo di arrivo di 1150 m, largo 7,5 m su fondo asfaltato.
 
Classifica di tappa:
- 95° Alessandro Bisolti 5:35:07 con un ritardo di 7'55
- 155° Marco Frapporti 5:43:26 in ritardo di 16'14''
 
Classifica generale:
- 83° Alessandro Bisolti ritardo 1:19'19''
- 162° Marco Frapporti ritardo 2:30'21''
 
 
Giovedì 20 - Tappa 12: Città Sant'Angelo/Porto Recanati 206 km
Percorso: frazione prevalentemente pianeggiante. Dopo una breve ascesa all’inizio della tappa si percorrono oltre 100 km lungo il mare su strade principalmente rettilinee e larghe (rifornimento a Porto Sant’Elpidio km 100-103).
Dal km 120 al km 170 si superano una serie di saliscendi con il Traguardo Volante a Monte San Giusto (km 133,1) e un GPM a Macerata (km 150,9).
Al km 180,9 primo passaggio sul traguardo per effettuare un giro di circuito di 25,9 km. All’interno del circuito a 11,7 km dall’arrivo (km 194,3) è posto il secondo GPM di giornata ai 188 m di Potenza Picena.
 
Ultimi Km: ai 5 km dall’arrivo immissione nella ss. 16 sempre diritta fino ai 2 km dove si svolta a destra per imboccare il cavalca ferrovia.
Discesa in curva per proseguire su viali rettilinei collegati da curve ad angolo retto.
Ultima curva ai 1000 m. Rettilineo di arrivo di 950 m largo 7 m, fondo asfaltato.
 
Al termine della tappa Bisolti conclude la tappa al 94° posto a 0:36 dal primo, 85° nella classifica generale
Frapporti taglia il traguardo 148° accumulando un ritardo di 7:10. In classifica generale si trova al 165° posto.
 
 
Mercoledì 19 - Tappa 11: Lucera/L'Aquila 262 km
Partenza ufficiale: ore 10.20
La giornata per i nostri ragazzi inizia presto, la sveglia suona alle 6.30: per arrivare alla partenza c’è una trasferta in pullman di 150 km da fare.

Questa tappa ha rivoluzionato i piani tra i big; era una tappa già temutissima perché molto lunga e piena di salite, ma si è rivelata anche insolita.
La fuga era già stata messa in conto, anche se non ci si aspettava di certo che sarebbe stata così numerosa (55 corridori) e che per di più sarebbe giunta all’arrivo.
Nel gruppo inseguitore c’è troppo tatticismo, nessuno si muove, né l’ASTANA della maglia rosa, né la LIQUIGAS di Basso e Nibali, e così la fuga “bidone” arriva.
 
Dopo il 2° GPM, il gruppo è molto allungato e si creano due ventagli, per proteggersi dal vento che arriva da lato.
È qui che Alessandro Bisolti resta indietro, ma non avendo ambizioni di classifica fa gruppetto e arriva a L’Aquila con un ritardo di 39’30’’.
Marco Frapporti è invece un po’ più arretrato e arriva con un ritardo di 46’31’’.

Anche oggi il tempo è stato crudele: 230 km sotto l’acqua.
Dopo i primi 10 km inizia il diluvio, poi il tempo concede un po’ di tregua ma torna all’attacco con una grandinata.
I ragazzi hanno patito MOLTO FREDDO (le temperature sono state intorno agli 8°C, in cima ai GPM anche meno), erano tutti congelati.

Alessandro Bisolti di gambe sta bene, le sensazioni sono buone, ma purtroppo questo tempo freddo e piovoso non lo sta aiutando a guarire dalla brutta bronchite che si sta portando avanti dalle prime tappe in Olanda.
Adesso Alessandro cercherà di recuperare il più possibile, senza pensare alla classifica, per poi far bene nelle tappe di montagna.

Marco Frapporti non sta molto bene ed è oltretutto penalizzato dal freddo che è il suo tallone d’Achille.

- 107 BISOLTI Alessandro 7:07:59 ritardo 39’30’’
- 153 FRAPPORTI Marco 7:15:00 ritardo 46’31’’
 
 
Martedì 18 - Tappa 10: Avellino/Bitonto 230 km
Inzio di tappa insolito per i nostri due ragazzi.
Stamattina le ragazze di GiraeRigira del Giro d'Italia hanno fatto irruzione nella camera di Ale e Marco.
Ecco il video dell'incontro pubblicato su You Tube!!!
 
Partenza prevista: ore 11.20
Tappa di pianura
 
Iniziamo ponendoci una domanda: una tappa di 230 km, tranquilla e regolare che sia, può essere considerata di RECUPERO???
Oggi i nostri ragazzi hanno attraversato l’Italia, mentre domani inizia la risalita; una risalita che li condurrà alle tanto attese tappe di montagna!!

Questa 10^ tappa è quasi interamente pianeggiante con un inizio ondulato; non sono previsti colpi di cena, ma una tranquilla tappa di trasferimento.
Il tempo, che finalmente si è deciso a dare tregua ai ragazzi, regala un sole caldo e luminoso; un “premio” del tutto meritato dopo le tappe passate sotto la pioggia… ma per domani le previsioni non promettono nulla di buono!!
In gruppo sono tutti abbastanza stanchi e sanno che domani li aspetta una tappa lunga - la più lunga del Giro - di km 262 e molto dura, anzi direi “impestata” (come è solito dire Alessandro B.), tutta un su e giù!!
 
Ricordiamoci che mancano ancora 5 tappe prima del giorno di riposo!!
I big decidono così di darsi tregua per questa giornata… oggi niente guerra.
Parte la fuga… una fuga controllata dal gruppo: un gruppo che potrebbe andare a riprendere i fuggitivi quando vuole e invece li lascia lì “a bagnomaria”, con un vantaggio costante.
Infatti, come mi ha fatto notare Alessandro, quando il gruppo si avvicina troppo al battistrada, rallenta.
 
In questa giornata, in cui l’obiettivo principale è il “recupero”, andare a riprendere la fuga non avrebbe senso, perché vorrebbe dire nuovi scatti, nuovi tentativi d’allungo e dunque altra fatica “inutile”.
La nota negativa della tappa riguarda l’arrivo: dopo tanti km di rettilinei in autostrada viene scelto un arrivo di tappa in paese dove la strada è stretta e piena di curve… un arrivo del tutto inadeguato per una volata dove i velocisti, carichi di adrenalina, danno il tutto per tutto, tutti vogliono stare davanti… spallate, gomitate (e non solo) sono all’ordine del giorno… è una vera e propria lotta!!
Nessuno si è fatto male fortunatamente, ma la strada non era ideale per sfrecciare ai 70 km/h!!

Riguardo a Bisolti non c’è molto da dire in queste tappa di pianura… dice già molto la sua struttura da classico scalatore: un fisico esile e snello che cercherà di mettere in risalto nelle tappe di montagna.

Frapporti ha invece lavorato per garantire la volata al compagno di squadra Belletti che non è però riuscito a sprintare a causa di una caduta che gli ha fatto perdere posizioni.

- 77° Marco Frapporti 5:49:17 ritardo 0’03’’
- 95° Alessandro Bisolti 5:49:17 ritardo 0’03’’
 
 
Lunedì 17 - Tappa 9: Frosinone/Cava De' Tirreni  187 km
Partenza ufficiale h. 12.43
Corridori partenti: 182

Tutti sperano che il tempo dia tregua ai ragazzi: dopo tutta l’acqua e il freddo che hanno preso si meritano un po' di sole.
A Frosinone il tempo è bello e splende il sole, mentre a Cava de’ Tirreni piove a dirotto.

Tappa per velocisti , anche oggi quasi intermente sotto l’acqua. Si pensava ad una tappa di recupero è invece 4 corridori partono subito all’attacco; nasce così una fuga che si concluderà solo a pochi km dall’arrivo.
L’andatura è molto forte: sono i Team GARMIN e HTC COLUMBIA a fare l’andatura perché vogliono portare in volata Farrar e Goss. Il computerino sulla bici non segna mai una velocità inferiore a 50km/h.
Anche oggi non poteva mancare un temporale che rende le strade molto pericolose, quasi inagibili: a tratti allagate, con pozzanghere che sembrano più delle piscine da quanto sono profonde e ampie.
In particolar modo fanno paura i passaggi all’interno del Paese dove la pioggia rende il pavé molto viscido e quindi MOLTO pericoloso.
 
Gli ultimi 50 km, come dice Alessandro Bisolti, “SI VOLA”: l’andatura è decisamente sostenuta.
Nella fase finale della tappa una serie di curve e controcurve scivolose portano alla rottura del gruppo; Alessandro Bisolti e Marco Frapporti restano nel secondo gruppo per stare vicino al capitano Domenico Pozzovivo (come da ordini dall’ammiraglia).
L’arrivo non vedrà una volata classica in quanto la strada negli ultimi 3 km tende a salire. Batte tutti l’australiano Matthew Harley Goss seguito da Filippo Pozzato e Tyler Farrar.

- 104 Alessandro Bisolti 4:10:06 ritardo 1’49’’, 65° in classifica generale.
- 144 Marco Frapporti 4:15:53 ritardo 7’36’’, si trova ora in classifica generale alla 179a posizione.

Media dopo la 1° h. di corsa: 48,200 Km/h.
Media dopo la 2° h. di corsa: 45,600 Km/h.
Media dopo la 3° h. di corsa: 44,650 Km/h.
Media della corsa: 45,190 Km/h.
 
 
 
Domenica 16 - Tappa 8: Chianciano Terme/Terminillo 189 Km
Partenza ufficiale h. 12.24
Corridori partenti: 191

La tappa di oggi si presenta con un percorso ondulato fino ad arrivare alla prima salita, dove troviamo il primo GPM.
È il Team LOTTO che, in prossimità del primo GPM, tira per poter difendere la maglia verde dell’australiano Matthew Lloyd. Inizia la discesa: il gruppo si rompe per poi ricompattarsi. Al 76° km la prima fuga: cerca l’allungo un gruppetto di 12 corridori seguito da altri 5 partiti al contrattacco.
Nel gruppo inseguitore la LAMPRE, che vuole fare la corsa per Damiano Cunego, tira in modo regolare.
Nonostante il forte vento contrario l’andatura è elevata. Inizia la salita del Terminillo…15 Km di salita (pendenza media 7%, massima pendenza 12%, dislivello di 1168m).
 
In cima alla salita una nebbia fitta attende i corridori…e le temperature non sono di meglio: i termometri segnano 2°C!!!!
La salita è dura. Marco Frapporti scorta il capitano Domenico Pozzovivo: deve aiutarlo a puntare avanti la salita.
Non essendo una tappa adatta alle sue caratteristiche Frapporti si rialza e, come si suole dire, “fa gruppetto”.
Alessandro Bisolti, che fino ad ora è riuscito a mantenere le ruote dei primi, cerca di tener duro in questa salita, ma a circa 8 km dal traguardo si stacca, e giunge all’arrivo col proprio passo.
Alessandro deve ancora fare i conti con i problemi di respirazione causati dalla bronchite, (presa nelle prime tappe in Olanda) da cui sta guarendo.

- 50° Alessandro Bisolti 4:55:29 ritardo 4’41’’, risalendo così alla 69a posizione in classifica generale.
- 157° Marco Frapporti 5:13:48 ritardo 23’00’’, 181° nella classifica generale.
Media dopo la 1° h. di corsa: 41,800 Km/h.
Media dopo la 2° h. di corsa: 43,000 Km/h
Media dopo la 4° h. di corsa: 42,350 Km/h
Media della corsa: 38,995 Km/h.
 
 
Sabato 15 - Tappa 7: Carrara/ Montalcino 220 km
Frazione molto lunga caratterizzata principalmente dalla presenza di due settori sterrati negli ultimi chilometri.
 
Partenza ufficiale alle ore 11:38
Corridori partenti: 191
A Montalcino piove e c'è nebbia.
 
Nelle prime fasi della tappa (fino al 40° Km) abbiamo gruppo compatto che viaggia sempre a forte andatura. Al Km 85 un attacco di due corridori: Flens e Sorensen.
Al Km 109 il vantaggio dei due fuggitivi sul gruppo è di 7'46''. Il vantaggio diventa sempre maggiore: al Km 121 raggiunge 9'25'', ma la strada è ancora molta, mancano 100 Km al traguardo. Pochi Km dopo (al 130° Km) il gruppo reagisce: in testa al gruppo sono gli uomini LAMPRE e KATIUSCIA a fare l’andatura.
A 70/80 km dall’arrivo un buco…il gruppo si spezza in due tronconi e purtroppo Alessandro Bisolti rimane nel secondo.
Nei Km successivi una serie di cadute.
Il distacco dai fuggitivi diminuisce Km dopo Km e al 178° Km vengono ripresi dal gruppo. Ai 35 Km dall'arrivo il gruppo inizia il tratto di discesa, i corridori stanno viaggiando ad una velocità di 90 Km/h. Improvvisamente una caduta in cui viene coinvolta la maglia rosa Vincenzo Nibali (forte botta vista la velocità elevata). A 30 Km dall’arrivo inizia il tratto di strada sterrata, un tratto molto insidioso, reso scivoloso e indubbiamente pericoloso dalla pioggia, tanto che anche i motociclisti hanno problemi con la guida; qui è indispensabile avere il massimo controllo della bici, bisogna davvero essere bravi.
Anche il passaggio delle ammiraglie diventa un grosso problema. I corridori sono ricoperti di fango.
È molto difficile guidare la bici, si perde facilmente il controllo. Inizia un percorso difficoltoso, ultimi Km sullo sterrato in salita con pendenze dal 10 al 15%. Le condizioni sono pessime, pioggia, freddo e vento, i ragazzi sembrano maschere di fango, è quasi impossibile tenere aperti gli occhi…sembra una gara di MTB. 10 Km all’arrivo in testa Cadel Evans (campione del mondo), Vinokourov, Garzelli, Gadret, Arroyo, Pinotti e Cunego.
In testa alla corsa l’andatura è elevata, tutti sono all’attacco, sono scatti su scatti.
All’inseguimento pochi corridori frazionati e il gruppo.
Lo sterrato termina a 5 km dall’arrivo.
Una situazione al limite del possibile…!!! Ultimo km pieno di difficoltà, uno strappo di 300 metri con una pendenza del 10% che porta a Montalcino.
Il vento è fortissimo, tanto forte da fa cadere a terra le transenne… La tappa si conclude con la vittoria di Cadel Evans (campione del mondo), seguito da Damiano Cunego e da Alexandre Vinokourov, che si aggiudica la maglia rosa.
Alessandro Bisolti si piazza 145° col tempo di 5:37:47, a 24:10 dal primo.
Marco Frapporti è 181° in 5:39:23, con un ritardo di 25:46.
 
Nella classifica generale, al termine della settima tappa, Alessandro Bisolti è 107°, Marco Frapporti 188°
 
 
Venerdì 14 - Tappa 6: Fidenza Villlage/Carrara 173 km
Tappa di media montagna con 3 GPM (Gran Premi della Montagna), due di seconda e uno di terza categoria.
Partenza ufficiale alle ore 12.55. La partenza è stata subito veloce, tutti cercano la fuga, ed è così un susseguirsi di scatti e controscatti.
La strada è in leggera salita e un forte vento si abbatte sui corridori a tratti contro e a tratti lateralmente...
Il tempo non regge e spraggiunge così anche un bel temporale! Al km 35 circa va in porto una fuga che vede a capo 2 corridori: Lloyd e Bertogliati; il gruppo lascia fare, alla guida c'è solo la Liquigas che tira in modo regolare (a loro la fuga va bene) 5'00' circa il vantaggio dei 2 battistrada; il gruppo (in cui si trova Alessandro Bisolti) cerca di recuperare ma all'arrivo avrà un ritardo di 1'15 su Matthew Lloyd e 1'06'' su Rubens Bertogliati.

- 64° Bisolti Alessandro 4:25:35 ritardo 1'15
- 167° Frapporti Marco 4:38:29 ritardo 14'09''

Anche oggi diverse cadute, subito al 35° Km dalla partenza, più tardi in discesa al 82° Km.

Media dopo la 1° h. di corsa: 43,900 Km/h.
Media dopo la 2° h. di corsa: 39,250 Km/h.
Media della corsa: 39,268 Km/h.
Alessandro Bisolti sta meglio, sembra che la bronchite stia passando, spera in due giorni di sole che possono aiutarlo nella guarigione, ma le previsioni non sono delle migliori.
Nonostante tutto in salita ha delle buone sensazioni ed è riuscito ad arrivare in testa al gruppo senza senza troppi problemi.

Marco Frapporti è stato vicino a Pozzovivo (il capitano) che è caduto nelle prime fasi della corsa e lamentava dolori.
Ha lavorato tutto il tempo per lui, per tenerlo coperto e farlo rientrare nel gruppo che li precedeva.
Domani li aspetta una giornata difficile e impegnativa, 220 km sotto l'acqua (come dicono le previsioni meteo) e con due tratti sterrati sul finale...
 
 
. I grafici sono presi dal sito www.gazzetta.it
 
 
 


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