10 Aprile 2018, 07.00
L'opinione

Perché c'è Stato e stato? La scuola dica basta

di Luca Rota

Docenti legati alle sedie, derisi e filmati dai loro alunni. Docenti malmenati da genitori. Docenti insultati da alunni e genitori. Docenti minacciati di morte, o di venire “sfregiati con l’acido”. Ma siamo sicuri di stare ancora parlando di docenti?


Se in tempi migliori la parola "docenti" significava “coloro che insegnano”, oggi potrebbe benissimo significare tutt’altra cosa, dato il ruolo a cui è stata relegata questa classe professionale.  
 
La scuola di oggi non va. La formazione degli adulti di domani si è sempre svolta in due luoghi: il primo è la famiglia, fondamentale, insostituibile e basilare; il secondo è la scuola, che senza l’ausilio della prima può fare ben poco, se non addirittura nulla.
 
Non passa settimana senza leggere notizie riguardanti colleghi (anche io faccio parte di questa categoria) maltrattati, malmenati, insultati o minacciati da alunni e genitori. Credo sia più che lecito domandarci: chi ci protegge? Ma soprattutto, come si è giunti a questo punto? Perché si permette che possa accadere tutto ciò?
 
Le cause sarebbero da ricercare nell’opera “riformatrice” dei vari governi degli ultimi trent’anni, che hanno fatto a gara nello sminuire a più non posso tale figura professionale. L’insegnante odierno è sempre più alla mercé delle lamentele di una classe genitoriale ai minimi storici, con “l’invito” a promuovere e la paura costante di non “prenderle” (in ogni senso).
 
Calvino sostenne in tempi non sospetti che “un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere.” Chi rappresenta lo Stato, sarebbe a pieno titolo un pubblico ufficiale. Ciò vale in misura ineguale per vari rappresentanti di codesto apparato. 
 
Se si offende un appartenente alle forze dell’ordine, s’incorre giustamente nel reato d’ingiuria a pubblico ufficiale. Se invece la figura in questione è un insegnante, allora si cambia prospettiva e modus operandi. E si finisce coi titoli che tristemente leggiamo su giornali e tv quotidianamente.
 
Ma questa purtroppo è storia di tutti i giorni. Ecco perché c’è Stato e stato. Che la scuola ritorni ad essere Scuola ed i genitori ritornino ad essere degli educatori. Altrimenti che le si cambi nome. E ai colleghi insegnanti un invito ad alzare la voce, prima che sia troppo tardi. Cos’altro ancora deve succedere di più grave?
 
Ma soprattutto, che la Scuola dica "basta", o non si avrà più motivo di ritenerla tale.
 
  


Commenti:
ID75750 - 10/04/2018 18:53:53 - (Madison) - Urge una seria riflessione da parte del mondo adulto

Sono un'insegnante di scuola superiore di lunga data, vivo quotidianamente i problemi educativi. Sono sempre piu' consapevole che il problema vero non e'quello dei ragazzi ma quello di adulti che rinunciano al loro ruolo, spesso per non aver problemi, per comodita', per paura. Si formano spesso alleanze tra genitori e figli pensando di "tenerli buoni".La maleducazione che a volte incontriamo e' il frutto di un lungo percorso, dove gli adulti di riferimento lo hanno permesso. Cio' che tento di far capire ai miei allievi e' che in tal modo non si e'. L'identita' si frammenta sempre piu' in una societa' liquida dove tutto si fa' e si disfa in un tempo sempre piu' ridotto e dove sul terreno si lascia intravedere solo la nostra ombra. Sicuramente gli strumenti normativi sono importanti ma piu' importanti sono le scelte di fondo dell'adulto nel ruolo che assume.

ID75751 - 10/04/2018 19:59:36 - (whiteflag) - Piena sintonia.

Sono il marito di un'insegnante della scuola primaria ed ascolto quotidianamente storie assurde. Le sue osservazioni sono pienamente condivisibili ma mi permetto una piccola correzzione: a mio modo di vedere non si parla di maleducazione bensì, molto peggio, di INEDUCAZIONE ( mi consenta il termine). Adulti non maturi, persone e non individui, incapaci di assumersi la responsabilità che loro spetta. Il futuro di questi bambini/ragazzi non sarà affatto semplice.

ID75782 - 12/04/2018 15:23:20 - (Luca_Rota) - Concordo pienamente con entrambi

I ragazzi non hanno alcuna colpa. Essa è da attribuire a chi dovrebbe educarli, ma non lo fa. Concorde al 100% con l'INEDUCAZIONE di codeste generazioni. Essi spesso non sono a conoscenza di quale sia il giusto modo di comportarsi.

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