28 Luglio 2014, 07.28
Vobarno
Lettere

Un invito e un appello

di Claudio Zanoni

«Dopo lunga attesa finalmente è stato pubblicato il rilevamento statistico per Vobarno dei dati di produzione e smaltimento dei rifiuti urbani relativi all’anno 2013 per Vobarno. Per la raccolta a calotta un "flop" clamoroso»


La percentuale di RD per l’anno 2013 ha raggiunto solo un modesto 47,6% con un costo pro-capite di € 109,5!
Anche il confronto di alcune tipologie di costi non ci rassicura.
Nel 2012 il costo totale dell’intera gestione dei rifiuti è stato di € 916.888,00 pari a € 233,00 la tonnellata, nel 2013 il costo per ciascuna tonnellata è stato di € 245,5 raggiungendo un importo totale di € 938.759,00.

La domanda che ci potremmo porre è: “Perché se la percentuale di RD è aumentata i costi sono saliti”?
Dovrebbe essere l’esatto contrario, ma è proprio questo che sta a dimostrare il sistema fallimentare della calotta.

Cerco di spiegarmi.
Quello che si ottiene dallo svuotamento dei cassonetti della raccolta differenziata (carta, plastica, vetro e lattine) è una raccolta molto impura, perché all’interno dei cassonetti si trova un po’ di tutto. Questo potrebbe benissimo rappresentare il probabile 72% tanto proclamato. (Raccolta differenziata non verificata).
Questa massa di raccolta differenziata sporca rende difficile il riciclaggio della frazione selezionata e ne complica la vendita ai consorzi di filiera. Successivamente, per potere ricavare materia prima secondaria, a secondo della tipologia del materiale, è indispensabile conferire la RD presso un idoneo impianto di selezione e/o trattamento, eliminando tutto quello che non può essere riciclato.
La parte scartata diventa raccolta indifferenziata e ciò che rimane è il reale avvio al riciclo ed è questo ultimo il vero dato che interessa, ed è chiaro che abbassa ulteriormente il valore del 42%.

Naturalmente questa selezione ha un costo e più la raccolta differenziata è impura, più sale il prezzo per l’avvio al riciclo.
Con il sistema alternativo, quale il porta a porta, questa selezione viene fatta fra le mura domestiche da ciascun nucleo famigliare.
La raccolta differenziata presenta una percentuale di impurità minima ed è questo uno dei motivi che abbassa i costi.
Già nel 1997 con il D.lgs n. 22 (cd Decreto Ronchi) sono stati introdotti in maniera organica i principi di “responsabilità condivisa” e “chi inquina paga”.

Ad oggi, con la scelta di questo sistema a calotta, nessun comune nella nostra valle riesce ad applicare questo decreto.
Da sempre, la via più efficace per abbattere i chili di spazzatura è intervenire sul portafoglio, modulando la bolletta in base alla produzione effettiva di rifiuti.
In quest’ottica, nelle intenzioni del decreto Ronchi, la tariffazione puntuale avrebbe dovuto gradualmente sostituire la tassa rifiuti, passando da un importo calcolato sulla superficie dell’abitazione a quello sulla quantità effettiva dei rifiuti prodotti. Oggi, i Comuni che hanno applicato un sistema a tariffa puntuale sono, secondo L’ISPRA, 1.347, meno di 2 su 10.

I motivi sono vari e svelano, dietro una questione apparentemente burocratica, molte dinamiche di un settore in cui sono in gioco molti soldi.
“Un po’ per inerzia e un po’ per la sottovalutazione dei vantaggi conseguibili con il passaggio alla tariffazione puntuale, molti Comuni hanno continuato ad applicare la vecchia TARSU, oppure hanno introdotto la TIA parametrica, anche se, come già detto, fin dall’emanazione del decreto Ronchi veniva previsto l’obbligo, poi prorogato, di passare alla tariffa puntuale fin dal 1999.
La gran parte dei Comuni ha quindi deciso di mantenere un sistema più semplice e comodo per chi deve incassare la tassa per coprire i costi di igiene urbana, ma molto iniquo per gli utenti virtuosi che riescono a ridurre i rifiuti non riciclabili.

La tassa calcolata sui metri quadri
si basa infatti su un imponibile facilmente quantificabile, mentre per l’attuazione del regime tariffario puntuale c’è bisogno di un maggiore impegno dal punto di vista organizzativo e della eliminazione dei cassonetti per passare alla raccolta porta a porta, l’unica che consente realmente il conteggio degli svuotamenti di ogni singola utenza.

La stessa ANCI ha chiesto per dieci anni la proroga della tassa rifiuti, bloccando di fatto ogni evoluzione verso un sistema più efficiente.
I Comuni che hanno applicato la tariffa puntuale, infatti, sono sempre quelli che oggi ottengono i risultati più alti di raccolta differenziata e le bollette più basse per le famiglie.

Ma oltre all’ANCI, ad aver messo i bastoni tra le ruote sono state anche le società proprietarie degli inceneritori e delle discariche: questi impianti hanno bisogno di essere alimentati in modo costante e con elevati quantitativi di rifiuti.
Se la raccolta differenziata supera un certo livello, i rifiuti da smaltire in discarica o da bruciare diminuiscono e si è costretti a cercarli altrove, anche a costo di ridurre le tariffe di conferimento e quindi gli utili di gestione, come fanno i termo-valorizzatori del Nord Europa.

UN MECCANISMO AMPLIFICATO NEI CASI IN CUI È LA STESSA AZIENDA A GESTIRE IL SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA E LO SMALTIMENTO, COME AVVIENE IN MOLTI COMUNI ITALIANI: SI VIENE SPESSO A CREARE UN CONFLITTO DI INTERESSI.

Paradossalmente le stesse lobby sono riuscite ad ottenere incentivi sulla produzione di energia dalla combustione di rifiuti, paragonata ad altre fonti rinnovabili, gravando ancora sulle bollette elettriche dei cittadini.
L’ignoranza della politica e importanti lobby dell’industria hanno ingessato la gestione dei rifiuti, orientandola verso lo smaltimento piuttosto che il riciclo, producendo molte distorsioni.

In molti casi, attraverso l’esternalizzazione della raccolta dei rifiuti, i Comuni hanno perso il controllo del servizio.
La maggior parte delle amministrazioni, per pigrizia, ignoranza, mancanza di professionalità e sotto la pressione di interessi forti, ha deciso di chiudere gli occhi e non cercare, in tempi di magra per gli enti locali, di razionalizzare il servizio.

Vedi il caso dei contributi della raccolta differenziata ovvero i ricavi derivanti dalla cessione:
“I Consorzi per la raccolta e il riciclo dei diversi tipi di imballaggi, coordinati da CONAI, vendono i materiali alle aste e versano ogni anno ai Comuni aderenti un contributo fisso, stabilito in un accordo quinquennale con ANCI.”
Su 8.092 Comuni, però, solo 176, i più accorti, riscuotono direttamente questi contributi. Tutti gli altri delegano le aziende, senza neanche chiedere conto dei flussi di cassa e dell’ammontare di queste somme, elementi che invece dovrebbero essere considerati nel negoziare il prezzo del servizio. Molte amministrazioni non sono ancora a conoscenza degli aspetti economici a loro vantaggio.

Quanto descritto è esattamente ciò che è successo nella nostra Valle Sabbia.
L’unico comune a rimanere fuori da questo contratto blindato per sette anni, è stato il comune di Prevalle (7000 abitanti circa), merito del Sindaco Amilcare Ziglioli, che, da persona lungimirante, ha dedicato molto tempo ad informarsi con dedizione su questa tematica.
La sua scelta si è dimostrata vincente e ne sono a testimonianza i dati che riporto di seguito. La percentuale di RD per l’anno 2013 ha raggiunto l’82% con un costo totale dell’intera gestione dei rifiuti di € 495.215,51.

SE LI GUARDINO BENE COLORO CHE SOSTENGONO CHE CON IL PORTA A PORTA I COSTI AUMENTANO.

Difatti nel Capitolato Speciale d’appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Pag. 15 si legge che i contributi COMIECO, ovvero i ricavi derivanti dalla cessione della carta e del cartone, spettano alla società appaltatrice (Aprica); le Amministrazioni Comunali si obbligano a rilasciare alla medesima apposita delega per la loro riscossione.
A Pag. 16 medesima scrittura, ma riferita ai contributi CO.RE.PLA, ovvero i ricavi derivanti dalla cessione della plastica sul mercato privato e così pure per i contributi COREVE, ovvero i ricavi derivanti dalla cessione del VETRO e LATTINE sul mercato privato.

A questo punto mi chiedo, ma al cittadino che a casa sua differenzia con attenzione, con la stessa cura che il porta a porta richiede, conferendo nei cassonetti pezzo per pezzo quanto riciclato, cosa gli è riconosciuto?
Nulla, nessuna gratificazione, è trattato allo stesso modo del cittadino scorretto che non differenzia o che lascia i rifiuti fuori dai cassonetti, oppure come coloro che non si sono neppure degnati di ritirare la chiavetta.

A VOBARNO BEN 230 CHIAVETTE GIACCIONO IN ATTESA DEL RELATIVO PROPRIETARIO!

E che dire delle altre 657 chiavette che, a distanza di un anno dall’attivazione del sistema a calotta, non sono MAI state usate?

Il contratto iniziale stipulato con Aprica prevedeva due opzioni per la raccolta dei rifiuti:

1)    Svuotamento settimanale con un maggior numero di cassonetti
2)    Svuotamento due volte a settimana con un numero inferiore di cassonetti

L’amministrazione precedente aveva scelto la prima soluzione,

UNA VOLTA ALLA SETTIMANA?

Scelta peggiore non poteva essere fatta. Un maggior numero di cassonetti rappresenta un ingombro maggiore del suolo pubblico, minor numero di parcheggi disponibili, cassonetti sempre pieni, con conseguenti inceppamenti frequenti delle calotte e aumento dell’abbandono dei rifiuti fuori per strada.
Se ad ogni svuotamento fosse stata abbinata anche la pulizia intorno ai cassonetti, avremmo risolto meglio anche questa problematica.

Giovedì 24 luglio l’amministrazione comunale ha incontrato la dirigenza di Aprica nella sede della Comunità montana per affrontare queste problematiche: dopo lunghe trattative Aprica ha accolto le nostre richieste (2 svuotamenti la settimana, serate formative e informative e maggior controllo sul territorio).

Tornando ora alla nostra modesta percentuale di RD del 47,6% tengo a fare notare che I limiti imposti dal Testo Unico Ambientale per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, sono i seguenti:

35% entro il 31/12/2006
45% entro il 31/12/2008
65% entro il 31/12/2012
La linea guida dl Parlamento Europeo impone il 75% entro il 31/12/2025 e l’80% entro il 2030.                                                                 

CON IL NOSTRO RISULTATO SIAMO ANCORA FERMI AL 31/12/2008.

Questa dunque la realtà dei fatti che, una volta conosciuta, deve divenire il punto di partenza per un nuovo modo di pensare alla gestione dei rifiuti, consapevoli che l’unico dimostratosi vincente è rappresentato dal sistema porta a porta già adottato in Lombardia dal 70% dei comuni e nel Veneto dal 77%.

Sappiamo che  Aprica nelle città di Bergamo e Como
opera già con il sistema porta a porta, perché allora  proseguire ad oltranza con la calotta nel nostro territorio?
Lancio quindi un appello a tutti i Sindaci della nostra valle perché unanimi chiedano alla Comunità Montana di Valle Sabbia di uscire al più presto da questo sistema, senza attendere la scadenza naturale del contratto del 2018.
Solo la Comunità Montana infatti, in qualità di stazione appaltante, ha diritto alla risoluzione anticipata del contratto al termine del quinto anno, vale a dire nel 2016, senza dover pagare nessuna penalità. (Pag. 4 Articolo 5 - Durata dell’appalto nel Capitolato Speciale d’appalto per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti).

Ai cittadini di Vobarno
chiedo invece un maggior senso civico invitandoli a ritirare le chiavette giacenti ed utilizzare quelle già ritirate perché, in attesa di un sistema alternativo all’esistente,
l’impegno comune ne riduca al minimo i disagi.
 
Presto vi farò sapere degli sviluppi sulla gestione dei rifiuti, le strategie intraprese, la disponibilità e la collaborazione che Aprica vorrà dedicarci al fine di migliorare questo servizio.
Troverete anche l’esposizione delle opportunità che un metodo alternativo a quello attualmente utilizzato può dare.

Claudio Zanoni
Consigliere con delega all’Ambiente del comune di Vobarno

.La foto è stata scattata a Vobarno in un cassonetto per la raccolta della carta




Commenti:
ID47798 - 28/07/2014 08:20:32 - (tiger68) -

A PRESCINDERE DAL FATTO HO SEMPRE FATTO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA , HO NOTATO ANCH'IO CHE IL SISTEMA A CALOTTA NON FUNZIONA PERCHE' NEI CASSONETTI APERTI VI FINISCE DI TUTTO OPPURE I RIFIUTI SONO DEPOSITATI ALL'ESTERNO, MA PENSO CHE CON IL PORTA A PORTA SAREBBE PEGGIO ANCORA PERCHE'NELLE GIORNATE CALDE CI SAREBBE UN DISGUSTOSO OLEZZO PER TUTTO IL PAESE SENZA INOLTRE TENER CONTO CHE I SACCHETTI SAREBBE ROTTI DA CANI E GATTI SPARGENDONE IL CONTENUTO OVUNQUE. PERTANTO RITERREI OUI OPPORTUNO ELIMINARE LE CHIAVETTE E RITORNARE AI CASSONETTI APERTI MAGARI FACENDO PAGARE QUALCOSINA DI PIU ...MA NE VARREBBE PROPRIO LA PENA.

ID47799 - 28/07/2014 08:36:03 - (armandoilias) -

Complementi al sindaco di Prevalle. E spero che gli altri sindaci guardano prima di tutto le interessi dei loro cittadini.

ID47801 - 28/07/2014 08:56:28 - (bob63) - disservizi costosi

Quindi se ho ben capito, il problema della gestione dei rifiuti e' vincolata da interessi economici che pratici,forse il problema maggiore sta nel mettere in condizioni i cittadini nel "fare meno sporco" una volta si comprava acqua e bibite in bottiglie di vetro, altrettanto il latte, cosi la farina, a tantissimi altri prodotti si vendevano sfusi, nessuno si e' mai mosso in questa direzione, se apri un pacchetto di cioccolatino produci un sacchetto di rifiuti, carta x confezionamento, filo dorato con tanto di riccioli, termoretraibile, cartone, blister x contenere il prodotto,carta stagnola x proteggerlo, e' un esempio.In ogni caso ho l'impressione che sia un onda che tanti cavalcano, A2A con termovalorizzatori che devono funzionare a pieno regime, Brescia e Milano ogni anno partecipano ai dividendi, le societa' private, l'indotto, troppi interessi che fan si che il problema della raccolta sia condizionata da quest'ultimi, nel frattempo paghi servizi senza nessuna finalita'.

ID47802 - 28/07/2014 09:28:38 - (tulipano) - Porta a porta ottimo sistema

Il porta a porta non provoca olezzi strani per il paese, ve lo posso assicurare. (Ne provoca molti di più un normale cassonetto). Ovviamente l'umido viene raccolto dai secchielli marroni posti fuori casa la sera prima, non accessibili a cani e gatti. Io sono molto soddisfatto di questo sistema, certo, all'inizio ci vuole un pò di organizzazione e di impegno, ma poi si è portati "automaticamente" a dividere correttamente i rifiuti. Da Prevallese sono molto contento del sistema e orgoglioso del risultato. Vi posso garantire che in casa non c'è odore...

ID47803 - 28/07/2014 09:51:19 - (armandoilias) -

Porta a porta in Belgio funziona perfettamente ( per esperienza ) e non a sentito dire.

ID47805 - 28/07/2014 11:13:47 - (nibbioreale) - tutti i sistemi sarebbero ottimali

Dobbiamo fare un esame pi approfondito della questione per comprendere perch ogni sistema non funziona, siamo noi che non funzioniamo. Se gli italiani dovessero pagare in base a quanti rifiuti producono; i canali, i fiumi, i boschi e i luoghi appartati ben raggiungibili sarebbero colmi di sporcizia di ogni genere. Ed allora la collettivit dovrebbe pagare per ripulirli o peggio ancora si lascerebbero discariche a cielo aperto ovunque. Non conosco i dati di Prevalle, ma senza conoscerli sono pronto a scommettere che il "quintalaggio" complessivo dei rifiuti sia certamente calato, ma credete che quei rifiuti non siano stati prodotti? Nella migliore delle ipotesi sono finiti nei cassonetti dei comuni limitrofi, mentre se ci va male quei rifiuti sono stati depositati in qualche dirupo. Fino a che non cambier la nostra mentalit, sar ben difficile attuare un sistema di raccolta rifiuti che funzioni.

ID47806 - 28/07/2014 11:20:17 - (giovane) - PORTA A PORTA

funziona! Da bedizzolese posso dirvi che per la plastica deve essere utilizzato un sacchetto semi trasparente da poter individuare gli oggetti all'interno. Quando passano a raccoglierlo se il contenuto non è a norma non lo raccolgono, idem per la carta per la quale ci hanno forniti di un bel cassonetto blu per i piccoli ingombri.L'odore non c'è considerando che il rifiuto lo si mette all'esterno la sera e entro la mattina lo ritirano. Unica pecca che c'è qualche signore che posiziona i sacchetti della plastica all'esterno di casa svariati giorni prima.

ID47808 - 28/07/2014 13:30:07 - (tulipano) - Vendi del tuo per caso??

"Nella migliore delle ipotesi sono finiti nei cassonetti dei comuni limitrofi, mentre se ci va male quei rifiuti sono stati depositati in qualche dirupo."Mah... non ne sarei così certo... fatti un giro per Prevalle la mattina prima delle 8 e vedi quandi cittadini corretti mettono fuori i loro rifiuti per la raccolta... carta, plastica, umido, secco, a seconda del giorno della settimana.Forse TU sei abituato a comportarti così?? Quindi pensi che tutti facciano come te?? Ci saranno sicuramente casi del genere, ma sono convinto che siano una piccola minoraza, ahimè recidiva...

ID47810 - 28/07/2014 14:23:31 - (rosanna) -

Non so come ma dovrebbero fare anche dei controlli per chi getta lo sporco abitualmente nel canale. son sicuro che se a queste persone arriva una bella multa salata, smettono di fare le furbe.

ID47811 - 28/07/2014 14:26:29 - (Leonardo10) -

Complimenti sig. Zanoni, la sua analisi è chiara e ben informa noi cittadini su un problema che da anni, soprattutto in vallesabbia, viene sottovalutato, dagli utenti e dalle istituzioni. Dovrebbe essere la comunità montana a farsi carico dell'organizzazione di una raccolta porta a porta, sicuramente la più efficace perché responsabilizza l' utente. Non è difficile infatti verificare chi partecipa o meno e finalmente si arriverebbe a premiare chi ricicla. Tassare sulla base dei mq è un criterio iniquo e non incentivante. Certo che a monte chi ha il ruolo di governo del territorio, deve svolgere le proprie funzioni altrimenti a cosa serve la comunità montana e a cosa serve il suo rieletto presidente?

ID47819 - 28/07/2014 18:03:26 - (nibbioreale) -

Mi spiace "tulipano" caschi male. E' ovvio che la mattina alle 8 vedi i cittadini che con scrupolo posizionano i loro sacchettini, quelli che li depositano nei dirupi o nei ruscelli mica si fanno vedere. Ad ogni modo approfondiro' la questione comparando la produzione di rifiuti procapite prima del porta a porta e dopo, solo dall'analisi di quei dati si potra' capire se e quanto il sistema funziona. In generale pero' mi sento di consigliarti la lettura del terzo principio del Dalai Lama "Segui sempre le 3 R: Rispetto per te stesso. RISPETTO PER GLI ALTRI. Responsabilit per le tue azioni.

ID47821 - 28/07/2014 18:30:03 - (stefano.ambrosini) - Stefano

Stamane ho fatto una chiaccherata telefonica con Davide Tarolli - assessore all'ambiente della Comunità Montana Valle delle Giudicarie, ambito gestite con cassonetti interrati e stradali (con calotte) dal 2011.Risultati risaputi ossia da una media del 40-50% RD schizzata sopra il 75%.Ma...citando i numerosi articoli di stampa e report della CM si evince che:1. il numero di svuotamenti con calotta è inferiore al 70% dei conferimenti reali.2. esiste un mancato introito dovuto quindi al mancato uso delle calotte e dall'aumento dell'abbandono stradale che non permette di coprire i costi variabili del servizio ( primo semestre 2013 -100.000€)3. assenza TOTALE di ricavi del materiale avviato a riciclo per alta impurità del materiale da raccolta. In pratica i comune delle giudicarie hanno una racclta differenziata NOMINALE del 78%, ma tutte le frazioni della RD hanno un'impurità talmente alta da non poter essere vendute ai consorzi di filiera.

ID47822 - 28/07/2014 18:30:47 - (stefano.ambrosini) - s.ambrosini

Cito l'assessore Tarolli: " Le conseguenze più gravi le abbiamo riscontrate nella plastica, per cui abbiamo rinunciato ai ricavati della vendita, un tempo voce importante negli ammortamenti del servizio".In soldoni visto che il corrispettivo COREPLA per ogni tonnellata di plastica di Fascia A (impurità

ID47823 - 28/07/2014 18:33:11 - (stefano.ambrosini) - s.ambrosini

5. aumentano i costi di gestione e smaltimento rispetto al sistema cassonettizzato stradale precedente del 22%. (3.344.000 contro i 2.600.000 del contratto Sogap precedente)... quindi aumentano le tariffe.In sintesi:a) aumenta l'abbandono stradaleb) Diminuisce la qualità della raccolta differensiata rendendola inutile e inconferibile ai consorzi di filiera (ossia INVENDIBILE)c) aumenta i costi di gestione ( 22%)d) incrementa nominalmente la raccolta differenziata, ma dando un dato falso che non rispetta minimamente l'avviato al riciclo.

ID47824 - 28/07/2014 18:36:48 - (stefano.ambrosini) - s.ambrosini

Ricordo a tutti che con dgr n. 1990 del 20 giugno 2014 la Giunta Regionale ha approvato il programma regionale di gestione dei rifiuti scaricabile a questo link -> http://goo.gl/p9WLusa pagina 149 del PRGR 2014 si trova:"Alla luce di quanto indicato si ritiene che, per quanto riguarda la necessità di nuovi sistemi di raccolta, in Regione Lombardia si debba perseguire una progressiva riconversione dal sistema a cassonetti stradali a quello porta a porta, seguendo le linee guida e le indicazioni sull’ottimizzazione che saranno dettagliate al capitolo 11.4."Oggi in Lombardia 1204 comuni (78%) sono a raccolta porta a porta - 8.944.994 abitanti (90%).rimangono solo 342 comuni serviti da cassonetto (con o senza calotta) pari a (10% del totale).Chissà perchè il 90% dei comuni ha scelto il PaP...basta leggere il PRGR (maggior economicità del sistema di gestione, minori costi certificati, maggior qualità del materiale raccolto e riduzione del rifiuto

ID47825 - 28/07/2014 19:23:20 - (delirio) - date l'appalto a Bruno Vespa

credo che sia una buona idea...... a parte gli scherzi;la formazione del cittadino sta alla base, e sicuramente il porta a porta è ecologico. La raccolta differenziata si fa già al momento dell'acquisto del prodotto portandosi a casa meno imballaggio possibile...Resta da valutare quanto costa recedere da un contratto fatto un anno fa e con durata al 2020

ID47827 - 28/07/2014 20:44:09 - (nibbioreale) -

Ho controllato i dati riportati nel quaderno provinciale dei rifiuti. Guarda caso Prevalle ha la produzione di rifiuti pro capite nettamente inferiore a tutti i suoi comuni limitrofi. Chissa' quale sar la ragione?? Attenzione non sto parlando di differenziata ma di produzione di rifiuti. Ogni cittadino di Prevalle produce meno di 4 quintali di immondizia all'anno mentre i cittadini di Gavardo Muscoline Paitone Nuvolento e Calvagese si avvicinano ai 5 quintali pro capite e Gavardo addirittura poco meno di 6 quintali. I dati si riferiscono al 2012 e non tutti i comuni limitrofi avevano attivato il sistema dei cassonetti a calotta. Resta il fatto che questi dati appaiono quantomeno "strani".

ID47831 - 28/07/2014 22:06:47 - (stefano.ambrosini) - stefano.ambrosini

ti consiglio di leggere il PRGR. http://goo.gl/p9WLusaLa produzione di rifiuti è legata alla tipologia di raccolta.Nei sistemi contigui a Porta a Porta (senza comuni limitrofi a cassonetti) la produzione procapite è sensibilimente più bassa.ti consiglio di leggere i dati della provincia di trevisohttp://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/rifiuti/file-e-allegati/ru-2013/schede-provinciali-2013/Scheda_TV_ RU_13_rev0.pdfa disposizione

ID47832 - 28/07/2014 22:18:21 - (tulipano) -

Il primo che non porta rispetto per gli altri allora sei tu che insinui che Prevalle ha questo risultato perché i suoi cittadini sistematicamente buttano nei ''canali'' o fuori dai cassonetti altrui i propri rifiuti. Ti ho detto di farti un giro x il paese x farti capire quanti fanno la differenziata correttamente. Ovvio che i furbastri non agiscono alla luce del sole, fin lì ci arrivo pure io che non sono il Dalai Lama... Comunque ne troveresti una buona percentuale che si comporta correttamente. Quindi le possibilità sono due: o i Prevallesi sono talmente fuori di melone che depositano quotidianamente metà dei loro rifiuti fuori dalla porta e l'altra metà la spargono a caso per l'universo, oppure il tuo ragionamento non quadra... riflettiamo prima di arrivare a conclusioni affrettate....

ID47846 - 29/07/2014 14:13:56 - (ulisse46) -

tutto un'articolone per dire che gli utenti non rispettano le regole... puntate il dito contro chi sgarra e senza tante parolone. Sensibilizzazione, educazione e stangate. Detto questo detto tutto!

ID47848 - 29/07/2014 14:37:11 - (Transilvania66) - Transilvania66

convengo pienamente con l'analisi dei dati esposti da Zanoni ma "A VOBARNO BEN 230 CHIAVETTE GIACCIONO IN ATTESA DEL RELATIVO PROPRIETARIO" chiamate i proprietari in comune e date loro le chiavette "per le altre 657 chiavette che, a distanza di un anno dall’attivazione del sistema a calotta, non sono MAI state usate?" ma questi di cosa vivono o meglio dove vivono se non producono rifiuti

ID47853 - 29/07/2014 16:36:54 - (nibbioreale) - per tulipano

Sul fatto che una buona percentuale si comporta bene non ho nulla a che ridire. e' la minoranza pero' che fa si che il sistema non funzioni. Guarda non ho alcun interesse a parlar male dei Prevallesi, non conosco nussun abitante di Prevalle ed abito a chilometri di distanza (Alta ma alta Vallesabbia). Volevo fare solo delle costatazioni che poi sono risultate fondate visto i dati provinciali sulla raccolta dei rifiuti. Comunque se ritieni che vi siano delle spiegazioni plausibili al fatto che a Prevalle ogni abitante produce in media 1,5 quintali in meno di rifiuti sono in attesa di conoscerle. Anzi porgo l'invito ad organizzare degli incontri didattici dove apprendere come produrre meno rifiuti.

ID47856 - 29/07/2014 17:38:10 - (stefano.ambrosini) - S.ambrosini

Carissimo nibbioreale. ti lascio la mia mail | stefano.ambrosini@gmail.com | sono a disposizione per darti tutto il materiale legato alla riduzione dei rifiuti con il PaP.trovi cmq documentazioni UFFICIALI di Regione Lombardia | http://goo.gl/DkmREo | Sono delegato all'ambiente del Gardone Riviera. dal 28% al picco del 76% di aprile 2014. Dopo un forte lavoro di preparazione e sensibilizzazione della cittadinanza | http://goo.gl/bQdQOM |Pochissima migrazione verso salò e nulla verso toscolano.Netta riduzione dell'RSU (-55% 2013 su 2014) e riduzione del rifiuto totale sul 15%.Risultati operativi 2013- Carta, Vetro e lattine invariati- Plastica 146%- Organico 1057%- Indifferenziata -55%Con l'avvio della tariffa puntuale nel 2014 ulteriore -49% di RSU.Il tutto con materiale raccolto con impurità bassissima.Nessun sistema funziona se imposto.Necessita di processi partecipativi. Anche il Pap.Il sistema calottizzato è stato un esperimento fallimentare e costoso.

ID47895 - 30/07/2014 18:05:34 - (marinale) - Serve cambiar musica

A Vobarno sono cambiati i suonatori ma la musica è ancora la stessa.

ID47910 - 30/07/2014 22:40:38 - (And75) -

Grazie per il tuo chiarificante intervento, caro marinale... c'era la necessità della tua analisi approfondita... Tu non hai nemmeno idea di che cosa voglia dire mettere mano ad un contratto superblindato come quello che la volpe Aprica ha stipulato con la genuflessa (o ingenua) amministrazione di centro sinistra che ha governato Vobarno negli ultimi anni... Intanto, in nemmeno due mesi, l'amministrazione Lancini ha già risparmiato 30000 euro, obbligando Aprica, come da contratto, ad effettuare la pulizia attorno ai cassonetti; soldi che l'amministrazione precedente dava ad una cooperativa esterna (visto che avevano letto bene il contratto da loro firmato)... La musica è cambiata, caro marinale, sono le tue orecchie a non funzionare...

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Vobarno, cambiano i giorni di raccolta Dal mese di febbraio nel Comune di Vobarno ci sarà una variazione nei giorni di raccolta porta a porta delle diverse tipologie di rifiuti



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19/09/2021

Incidente in galleria

Uno da una parte e uno dall’altra, in rotta di collisione. E’ andata bene

16/09/2021

Grande rischio in Carpeneda

Tanta paura e pochi danni, per fortuna, a causa di un incidente fra due auto e un camion che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi

14/09/2021

Accoglienza speciale al Perlasca

Con qualche nota negativa ancora da valutare per i trasporti, in Valle Sabbia l'anno scolastico ha preso il via sotto i migliori auspici

14/09/2021

Tre nuovi diaconi valsabbini

Anche tre giovani delle parrocchie di Gavardo, Serle e Vobarno fra i nuovi diaconi ordinati dal vescovo in cattedrale

11/09/2021

Un mandorlo per le vittime del Covid

Domenica 5 settembre si è tenuta presso il parco della Fondazione I.R. Falck di Vobarno una cerimonia per ricordare le vittime della pandemia

08/09/2021

A beneficio dei giovani, delle aziende e del territorio

C’è tempo fino al 10 ottobre prossimo, per candidarsi a partecipare alla formazione gratuita sulle tecniche di installazione e manutenzione di impianti dell’industria meccanica, metallurgica e siderurgica. Solo 30 i posti disponibili

08/09/2021

Vobarno festeggia la Madonna della Rocca

Tornano, a partire da questo giovedì, i festeggiamenti vobarnesi in onore della Vergine Maria. Lunga la serie di eventi a corollario, tutti in oratorio

08/09/2021

Un albero per le vittime del Covid

Nel parco della Fondazione Falck una partecipata cerimonia in ricordo di chi è morto a causa della pandemia e per dire grazie a tutti i volontari

07/09/2021

«Oltre il sipario», la Compagnia delle Pive racconta Luciano Vanni

Il volume, edito da Edizioni Valle Sabbia, verrà presentato questo giovedì sera, 9 settembre, a Vobarno. Un libro da esplorare per conoscere le radici profonde del pittore vobarnese

05/09/2021

Soddisfazione anche per Ponchiardi

Anche il pilota di Vobarno ha preso parte al Rally 1000 Miglia con la sua Citroen Saxo