25 Maggio 2015, 14.47
Valsabbia
Opinioni

Irlanda: sì ai matrimoni gay, considerazioni

di Mirella Prandelli

La cattolicissima Irlanda dice sì ai matrimoni gay. Un Paese dove solo vent'anni fa esisteva il reato di omosessualità. E' possibile un parallelo fra l'Irlanda e la Valle Sabbia?


Il 62,1% degli irlandesi esprime il proprio assenso per i matrimoni gay. La notizia esplode come uno spara coriandoli e il ministro delle pari opportunità scrive su twitter “Orgoglioso di essere irlandese”.

Solitamente approfondiamo il passato
, ma oggi, è proprio il caso di fare un salto in avanti, verso il futuro.
Specialmente per un argomento così attuale e cosmopolita che ci tocca tanto quanto ci emozionano le vicende locali. Primo perché i diritti umani ci toccano dappertutto e sempre.
Secondo perché, curiosamente, vi sono molte somiglianze tra i tratti caratteriali dell'Isola verde e quelli della Valle Sabbia.

Intensamente cattolica, fortemente ancorata alle proprie tradizioni, al proprio ceppo linguistico e all'attività dell'agricoltura, è emozionante sentire che dalla popolazione irlandese è arrivato un sì per i matrimoni omosessuali.
Fino ad oggi, in tutto il mondo, sono 21 i Paesi che hanno legalizzato i matrimoni omosessuali, eppure l'Irlanda si conquista il primato di averlo fatto tramite consultazione popolare: fa pensare che solo fino 20 anni fa, in Irlanda, esisteva ancora il reato di omosessualità.

Oggi, la maggior parte della popolazione occidentale è soddisfatta per questo risultato, che apre una nuova strada.
Tuttavia, c'è una riflessione che va sottolineata: è giusto che lo Stato conferisca alla maggioranza il potere di decidere i diritti fondamentali di una minoranza?

Un interrogativo che si chiedono in molti.

Da una parte, è bello che un governo sia così aperto alle decisioni dal basso.
Eppure, dall'altra, non passa inosservato il fatto che lo Stato dovrebbe garantire i diritti fondamentali delle minoranze, indipendentemente dalle opinioni del popolo.
Potere legislativo alla massa o più garanzie dalle Istituzioni? Un dilemma che fa discutere.



Commenti:
ID58034 - 25/05/2015 16:18:34 - (Dru) - Il trionfo della libertà

cosa significa libertà? E cosa significa giustizia? Allora, libertà significa possibilità e giustizia significa autorità. La prima si lega alla volontà, la seconda alla verità. Adesso tu chiedi se è giusto ciò che invece riguarda la libertà, ma la libertà è proprio ciò che non vuole giustizia (apparire con autorità) perché solo così può sull'autorità, potere significa aver fiducia che ciò che non è possa essere e ciò che è possa non essere. Certo può esserci giustizia nella libertà ma non può esserci libertà nella giustizia.

ID58035 - 25/05/2015 16:23:22 - (Dru) - La giustizia è un carattere del tutto

la libertà è un carattere della parte, la parte si muove il tutto è immutabile.

ID58037 - 25/05/2015 16:41:30 - (Dru) - Esiste qualcosa che possa dire tutto di tutte le cose?

Secondo le nuove filosofie no, secondo le nuove filosofie (il nuovo pensiero che è pensiero analitico) esiste solo la parte e la parte non ha bisogno che di sé per esistere e non è necessariamente parte del tutto (il contesto è qualche cosa di immaginario e concettuale, non esiste non è reale, non appartenendo all'esperienza). Questo è il principio di ogni maggioranza e questo è il principio di ogni volontà che si oppone e contrappone la propria "scienza" alla "scienza" dell'altro. Contrapporre la scienza significa far guerra per esistere e resistere. Siamo liberi, ma appunto siamo liberi di morire e di esser nulla e questo è il lato drammatico del senso di "libertà". Ogni autorità tramonta, tramonta anche quella filosofica, infatti tramonta la verità è tramontano le ideologie apparenze di quella verità che è stata costruita sul fondamento dell'immutabile.

ID58038 - 25/05/2015 16:58:27 - (Dru) - Non so se avete notato, ma ho scritto più volte "principio"

ecco, la libertà è negazione di ogni principio, perché il principio é necessità o ciò che appare con autorità, è la causa di ogni effetto, é in questo la sua giustizia, l'apparire con autorità della verità della parte, ma la libertà per essere e vivere spezza ogni legame della parte con il tutto, anche quello di causalità.

ID58039 - 25/05/2015 17:04:22 - (Dru) - Fatta questa premessa, entriamo nello specifico.

certo che la tradizione ha moltissimi argomenti a suffragio della negazione della "novità" che si presenta come invadente il suo campo. Certo che i matrimoni gay sono innaturali e sono per molta parte, anzi per l'intera tradizione un peccato contro la famiglia naturale, ma appunto la libertà esige che questa tradizione tramonti, come ogni autorità sulla "novità"... Questo non significa che le cose "per forza" debbano cambiare, le cose "per forza" possono anche restare, ma questo significa che è appunto la "forza" e non più la "verità" il senso del loro confrontarsi e scontrarsi, perchè sono appunto esse ad esser libere...

ID58040 - 25/05/2015 17:43:38 - (Dru) - Ad un amico che si preoccupava della mia relazione con mio figlio

tutto quanto ho scritto sopra corrisponde, dal lato della verità, a quanto cercavi di imporre a quella relazione, ogni guaritore in questo è la tradizione che vuole imporre alla libertà la sua necessità. Ogni ingiustizia che la tradizione mostra della novità nei suoi confronti è la "forza" che spezza il legame, ché in quella non v'è vero legame tra il mondo e il pensiero. La vera relazione è inviolabile che nessuna forza può spezzare. La forza che spezza un legame spezza ciò che in principio, come originariamente pensato, non è un vero legame. Tutto ciò che può essere spezzato perché non spezzarlo? Riconosco una profonda ingiustizia in questo, che è l'ingiustizia dell'essere quello che non si è, ma questa ingiustizia non può essere riparata da un'ingiustizia che la equivalga, cioè sempre, da parte della volontà di verità, di essere quello

ID58041 - 25/05/2015 17:44:49 - (Dru) -

che non si è.

ID58042 - 25/05/2015 17:51:57 - (Dru) - Allora ogni guaritore e ogni buon amore

è l'anima della distruzione.

ID58043 - 25/05/2015 19:17:44 - (sonia.c) - cos'è "naturale" ?

per nè è naturale godere con il clitoride..questa è consideata una cosa NON naturale dai fanatici sessuofobi. ergo?(anche dai talebani) pure le altre pratiche sessuali per intenderci..(e non specifico di certo)..tè quando giri sottobraccio a tua moglie,ti insultano? temi di essere picchiato?

ID58044 - 25/05/2015 19:24:28 - (sonia.c) - guardiamo l'istituzione matrimonio..

ci sono vedovi/e con figli che non si sono più risposati..non sono lo stesso una famiglia? cosa definisce una "famiglia"?

ID58045 - 25/05/2015 19:33:02 - (sonia.c) - anche l'unione tra bianchi e neri..

in certi paesi,ancora oggi,non viene considerata "naturale"..

ID58046 - 25/05/2015 19:47:30 - (And75) - sì sì...

Come se fosse antani...

ID58047 - 25/05/2015 19:52:38 - (Dru) - Naturale è tutto ciò che è della natura

ora se intorno al concetto di famiglia i termini che si uniscono in relazione lo fanno per produrre o generare, questo è della natura, perché ciò che conviene naturalmente al concetto di famiglia è la relazione di quei termini.

ID58048 - 25/05/2015 19:57:37 - (Dru) - Contro natura è tutto ciò che "non è" della natura

ora se intorno al concetto di famiglia i termini che si uniscono in relazione lo fanno indipendentemente dal produrre o generare, questo non è della natura, perché ciò non conviene naturalmente al concetto di famiglia con la relazione di quei termini, ma conviene socialmente o filosofica,ente o Gaiamente o geneticamente o simpaticamente o tutto ciò che non è natura perché natura significa generazione...

ID58049 - 25/05/2015 20:00:55 - (Giacomino) - In fondo

è solo una questione di registrazione su un faldone cartaceo che si chiama registro, il resto sono dettagli.

ID58050 - 25/05/2015 20:05:03 - (Dru) -

Ma questa negazione della natura che può essere tutto ciò che non è natura, minaccia appunto il senso che la tradizione ha dato della natura, e sua potenza. Infatti fra non molto queste copie che di fatto diventano di famiglia, vorranno generare e la generazione avverrà per tecnica e contro natura. Che la tecnica sfidi a questo punto la tradizione è qualcosa che ancora risulta inascoltato dalla volontà ideologica e rifiutato come qualcosa di profano, da quella della tradizione e suo pensiero. La "novità" conduce la tradizione al suo tramonto e al tramonto della sua potenza...

ID58051 - 25/05/2015 20:09:44 - (Dru) - Caro Giacomino

non crediamo che le resistenze a certi concetti siano solo questione di carte bollate, in gioco c'è molto di più, in gioco c'è il senso che noi diamo alle cose e questo senso conduce e riduce l'umanità intera a certe strutture di pensiero...

ID58052 - 25/05/2015 20:23:49 - (Dru) - La chiesa è contro l'unione in famiglia delle coppie di fatto

non perché sa essere cattiva, ma perché in gioco sta la sua sopravvivenza e quella appunto del patto con Dio. Se alla chiesa si domandasse, ma perché sei contraria a qualcosa di evidentemente innocuo nei tuoi confronti e nei confronti del tuo magistero, in fondo il matrimonio fra omosessuali non dovrebbe minacciarti, essa non saprebbe rispondere sinceramente perché sinceramente è in gioco la sua sopravvivenza in quanto non si tratta solo di carta bollata. Dio crea il mondo e tutte le sue creature per amore, il mondo e le creature sono un prodotto dell'amore di Dio per esse. L'uomo è vero che può disporne, il dominio sulle cose, ma è una disposizione che non può contraddire l'origine della creazione. Se questa disposizione violasse l'origine della creazione l'uomo sarebbe Dio.

ID58053 - 25/05/2015 21:20:27 - (Dru) - Quindi la chiesa

sa essere cattiva nei confronti della libertà e buona con la necessità di mantenere la relazione o vincolo tra uomo e natura, perché è questo vincolo che giustifica un Dio come suo creatore. Questo sapere è necessario appunto al mantenimento del potere... Ma nessuno, tranne qualche timido suono, sa proporsi con significato? Dai Mirella, poniti nel contraddittorio... O tu Leretico o Dolcestilnovo o Ubaldo.. Questi sono i veri argomenti.

ID58055 - 25/05/2015 23:20:10 - (nimi) - sì ai gay, no all'aborto

L'Irlanda dice sì ai matrimoni gay, ma continua a dire no all'aborto. Per cui non me la sento proprio di pensare che siano più emancipati di noi. Anzi, al proposito ricordo le considerazioni di Pasolini a proposito del referendum sul divorzio in Italia: non fu una scelta dettata dall'emancipazione, ma molto più prosaicamente dettato dal bisogno di avere il matrimonio usa

ID58056 - 25/05/2015 23:24:49 - (nimi) - ..continua...

dicevo: un consenso dettato dal bisogno di avere il matrimonio usa e getta, e la soluzione a portata di mano. Personalmente sono del tutto indifferente alla questione e credo che i gay debbano avere pari diritti, primo fra tutti quello di non essere considerati e classificati in quanto tali. La tutela delle minoranze ci fa dimenticare della tutela delle maggioranze: l'emancipazione non arriva con il sì ai matrimoni gay. Semmai arriverà quel giorno in cui non useremo più termini come "cülatù" o come "ricchò" per offendere il prossimo. Concludo con una battuta: l'unica cosa in comune tra la Valsabbia e l'isola verde è l'abitudine a tracannare ettolitri d'alcool nelle osterie.

ID58058 - 26/05/2015 00:07:37 - (sonia.c) - ben detto nimi.

e ,forse,che la cattolicissima irlanda abbia detto si alle unioni gay ha una spiegazione ..butto li:unioni -uguale-vita. la vita di chi? dei bambini che non verrano abortiti ma..addottati..cumpri?non bambini "artificiali"! ma bambini non voluti a cui vien data una apossibilità..e questo è quello che vogliono anche in italia ..meno aborti,più adozioni. Dru? hai detto tutto:il vincolo..

ID58059 - 26/05/2015 08:16:40 - (Sbrindolino) -

Mi dispiace che si parla tante di minoranze e gente discriminata, dimenticando che il soggetto debole di tutta l'operazione sono i bambini. Anche in Irlanda a molti bambini è stato strappato il sorriso e l'abbraccio di una madre, il sentirsi cantare una ninna nanna da una voce di donna, l'aggrapparsi alla sua donna, il sentire il suo profumo, il vedere la sua pancia crescere in attesa del fratellino. Un vuoto immenso. Quanto amore serve per questo mondo che non sa più amare. Perché due omosessuali che stanno insieme non disturbano nessuno, ma quando si parla di bambini (e non mi si dica che è un'altra cosa, perché ne è la logica conseguenza anzi il fine) le cose cambiano (utero in affitto). Mi chiedo dove sono le femministe quando qualcuno sfrutta delle povere donne per portare avanti una gravidanza per altri dietro compenso! non è forse un mercato di bambini! Poi ho letto anche che l'aborto sarebbe il il massimo dell'emancipazione:

ID58060 - 26/05/2015 08:26:27 - (sonia.c) - il profumo di una mamma?

perchè? solo le mamme sono depositarie di amore? chi è amato,non ha vuoti.anche se lo ama un cane!il vuoto è nela mancanza di amore. quanto amore serve davvero per questo mondo che non sà amare ed è in preda a nevrosi spaventose. un mondo che quantifica estabilisce chi e come e quale tipo di amore sia più buono o giusto di un altro.come se l'amore potesse essere stabilito o quantificato ,registrato ,pesato misurato..l'amore c'è o non c'è. l'amore vero riempie!sennò non è amore..e poi, un bambino, può fare riferimento anche ad altre figure parentali ed emozionali:nonne,conoscenti ecc. quanti bambini,in mancanza di affetto materno o paterno,hanno trovato amore in chi non li aveva generati "naturalmente"?

ID58061 - 26/05/2015 08:34:45 - (sonia.c) - io sono sta allevat da due donne..

perchè il padre,per mè,non esisteva.era una figura terificante e basta.(io la vivevo cosi! è questo quelo che conta! ovvio che crescendo si ridimensiona! ma quelo che ho vissuto sono cicatrici profonde perchè la mancanza di amore e sicurezza ,ferisce!) quindi:non c'era! ma purtropo,c'era quel tanto che basta arovinarti la vita.crede che io avrei rimpianto di essere sta allevata ,comunque,da due donne unite anche sotto il vincolo del matrimonio e non,come è successo,solo per vincolo parentale?

ID58062 - 26/05/2015 08:57:10 - (sonia.c) - voi uomini,su'aborto,potete solo fare silenzio! l'aborto è potere1 un potere di morte ,certamente! un potere che vuoe gestire ,solo,il "potere". questo è il punto! infati,il "potere" è guerafondaio e i bambini li uccide appena nati e

e ne sparlate sempre a vanvera.l'aborto è stato legalizzato ,solo e unicamente come "male minore" di fronte all'irrisolvibile dilemma che genera e produce,comunque vittime! come la prostituzione,è un problema irrisolvibile ! è un problema da gestire con la cultura e non con la repressione. e torniamo all'amore..in un mondo che ama veramente,dove la vita è veramente felice e degna di essere vissuta,dove le persone si gestiscono e scelgono ,l'aborto sarebbe notevolmente ridotto o non sussisterebbe ! con l'aborto si difende l'autodeterminazione.

ID58064 - 26/05/2015 09:00:06 - (sonia.c) - error: e il "potere" uccide ..

con "gloria e onore" ,bambini,giovani,donne uomini,vecchi...il bue che dà del cornuto all'asino hè? saluti ..vado. fine..

ID58066 - 26/05/2015 09:48:44 - (Sbrindolino) -

Mancava un pezzo: per me resta un omicidio. Buona giornata.

ID58067 - 26/05/2015 09:50:33 - (sonia.c) - è un omicidio.

nesuno lo nega. nemeno io. e la guerra cos'è? saluti..

ID58068 - 26/05/2015 10:20:19 - (sonia.c) - correggo e mi scuso per la frase sul silenzio.

silenzio per nessuno mai. solo ,mi fa imbufalire che siano sempre i guerrafondai cattolici a fare le crociate contro l'aborto.questo non riferito a lei ,sbridolino.in generale.in generale è cosi! questa "battaglia" è portata avanti da chi è ,razzista guerafondaio,prono a poteri forti e antidemocratici..un ossimoro e un assurdità!

ID58076 - 26/05/2015 12:34:09 - (mirella.prandell) -

L'articolo voleva focalizzare la riflessione sul procedimento legislativo adottato dall'Irlanda per legalizzare i matrimoni gay. Discorsi come aborto, uteri in affitto e adozioni, seppur legati, meriterebbero grande approfondimento. In ogni caso, il confronto, anche riguardo argomenti articolati, è sempre costruttivo. Grazie e cito come geniale il commento di nimi sull'alcol nelle osterie!

ID58077 - 26/05/2015 12:55:38 - (sonia.c) - grazie signora Prandelli.

mi scuso se ho sconfinato..

ID58079 - 26/05/2015 13:27:28 - (sonia.c) - sui diriti fondamentali..no non è giusto che uno stato debba decidere in base alla maggioranza.

troppe teste diverse che antepongono e dettano legge con i loro sentimenti emozionali-personali. come quelli che non se la sentono di stare seduti sulle panchine vicino ad un negro e,purtroppo,voterebbero per non fare sedere neanche gli altri. è questo il punto.ma non è ha questi che la politica parla? anche in uno stato laico..

ID58082 - 26/05/2015 14:37:33 - (Dru) - A Mirella e per tutti

Cara Mirella, ho sempre guardato al tema del linguaggio come a qualcosa che, visto dalla parte della volontà, di contenere nei recinti tutti i suoi buoi, rimanda al discorso della "volontà" sulla verità e questo è il discorso dell'"ingenuità". Il linguaggio è dominio sulle cose, crede esso di poter governare ciò che in origine è ingovernabile, è volontà di potenza sulle cose (il discorso e suo sviluppo, in questo caso). Lo si capisce proprio nelle situazioni di dialogo, il determinante vuole, con la sua voce, indicare l'argomento, cioè fondare il limite oltre il quale non si "può" andare, perché il segno (cioè la parola che rimanda a qualcosa che è qualcosa d'altro) contiene (come volontà di dominio) già tutto l'essere ( vuole essere già tutto ciò che in realtà non è, i buoi).

ID58083 - 26/05/2015 14:39:17 - (Dru) -

Nessun bue è fuggito dal recinto perché non esistono recinti che possono contenerli, non esiste che la parola sia la cosa se non in quanto segno,in quanto la parola è insieme alla cosa come altra cosa, questa è la verità sul linguaggio.

ID58099 - 26/05/2015 17:03:27 - (Leretico) - L'Irlanda non mi sorprende

L'Irlanda vota sì a favore dei matrimoni gay? Io sono a favore, non vedo perché lo Stato non debba tutelare la volontà di due cittadini qualsiasi che intendono reciprocamente prendersi degli impegni legali. Credo nella libertà dell'individuo e nella sua intimità come confine invalicabile, dunque non posso che essere d'accordo con gi Irlandesi. Le adozioni? Se si pensa che i bambini hanno bisogno di amore, cosa può mai c'entrare l'orientamento sessuale con la capacità di amare un bambino? Oppure si vuol dire che i gay sono si per sè dei malati pericolosi per i bambini? Gli orfani non meritano forse l'amore di un altro essere umano a prescindere?

ID58102 - 26/05/2015 18:12:02 - (Leretico) - Per Dru

ogni volta che per qualche ragione due diverse idee del mondo si confrontano, ecco che scatta l'analisi sulla meta-situazione. Ossia ci si lancia nella descrizione della struttura del volere e della volontà in cui si inscrivono le libertà e le necessità. La discussione sulla struttura del volere non può essere fatta comunque e ovunque altrimenti si riduce dialoghi a due o massimo tre individui. Ci tengo comunque a rispondere alla questione della volontà, anche se ho già più volte scritto in merito. L'uomo non può fare altro che volere, non può smettere in nessun attimo della vita di volere. La sua vita è volontà di vivere, appunto. Il volere implica necessariamente che non si domini ciò che si vorrebbe dominare, ossia l'essenza del volere è il dominio di un oggetto che si sa di non dominare. Credere, avere fede, volere sono tutte espressioni che indicano lo stesso: la consapevolezza di non

ID58103 - 26/05/2015 18:22:16 - (Leretico) - Continua

possedere l'oggetto che si desidera. Fin qui tutto chiaro. Il secondo passaggio è legato agli effetti della volontà quando essa si applica alla concezione del mondo (realtà, natura, ecc.). Ossia quando questo credere, questo volere indica come starebbero le cose. Badate bene non come stanno ma come starebbero. La volontà, il soggetto, l'individuo, crede, vuole che il mondo sia fatto in un certo modo e appoggia questo credere, che di per sé è instabile, ad un immutabile che doni la stabilità. Orbene, questo meccanismo è automatico: dove c'è volontà si crea l'immutabile. Un tempo era Dio ora è l'uomo, l'individuo nella sua espressione tecnica. Prima era Dio ora è un non-Dio:entrambi strumenti per ottenere il dominio che si sa di non avere. La volontà dunque non può che manifestarsi secondo questo schema che le è congenito. Così, per riagganciarci con il tema dell'articolo,

ID58104 - 26/05/2015 18:38:31 - (Leretico) - Continua

rispondere a chi argomenta a favore dei matrimoni gay con il discorso sulla metastruttura di ogni decisione è fuori luogo, perché anche questo discorso è vittima dello schema della volontà che si vuole in qualche modo isolare, non riuscendoci. Non solo è fuori luogo ma impedisce la comprensione delle posizioni che in questo modo diventano tutte moralmente uguali quando invece non lo sono. Mi spiego meglio: se si è consapevoli che l'uomo è volontà, allora si è consapevoli che le scelte che egli fa non possono uscire dall'ambito morale. E dunque esiste sempre per l'uomo un criterio (ecco qui l'immutabile) che permette di stabilire ciò che è immorale. Nessun discorso sulla metastruttura della volontà può distruggere questo ambito a cui l'uomo non può sottrarsi. Quali sono le conseguenze di questa consapevolezza?

ID58105 - 26/05/2015 18:42:20 - (Leretico) - Continua

Sapere di vivere nella contraddizione senza potercisi sottrarre. Saper come stanno le cose senza poter uscire dal meccanismo della volontà.

ID58106 - 26/05/2015 18:52:06 - (Dru) - I temi che propugni sono parecchi, andiamo per grado.

nel primo tuo post a parlare è la volontà in quanto tale, ciò che più si avvicina al concetto di volontà è il concetto di libertà o astratto del concetto astratto (della parte come libera dal tutto). Ogni concetto che pone come soggetto del linguaggio del mondo la prima persona è concetto che vuole (è convinto) che la prima persona in quanto tale, e non in quanto parte del pensiero, possa costituirsi come pensiero e in questo è prevaricazione del concetto concreto dell'astratto (della parte in quanto parte del tutto), è presupporre che l'"io penso" è demiurgo o produttore di pensiero, in quanto quell'"io penso" è soggetto nella proposizione di realtà (ripetizione che non fa male ripetere)

ID58107 - 26/05/2015 18:57:12 - (Dru) - Non posso andare oltre

finirò di risponderti dopo cena, ora un disturbatore di nome Federico, mi impedisce di proseguire :-)

ID58108 - 26/05/2015 19:59:10 - (Dru) - Ho cenato (anche questo è un libero pensiero e in quanto tale astratto del concetto astratto)

eravamo io e Federico a condividere i figli al basket... Dicevo, la situazione che si configura, come realtà della volontà, è l'isolamento della parte dal tutto, del concetto isolato dal contesto, questa dimensione del pensiero risulta da un'analisi di superficie, che non si contenta di essere analisi ma vuol esser sintesi, per questo motivo quando ci guardiamo intorno e vediamo gli oggetti, tutti questi oggetti, che ci rivelano della struttura di realtà solo una parte, in quanto soggetti all'intelletto astratto li pensiamo concretamente. Questo processo del reale non riguarda solo "noi", ma riguarda tutte le cose, concetti, pensieri, parole, fatti, mondo.

ID58109 - 26/05/2015 20:11:10 - (Dru) - Dunque

ogni volta che per la ragione due diverse idee del mondo si confrontano lo fanno in quanto è il loro "esser differenti" che le pone come parti di un'identità, termini di una relazione, che, in quanto relazione è identità della relazione con sé medesima, quel loro "esser differenti". Ossia non possono che esserlo e pensare alla loro libertà è pensiero che pensa l'astratto del concetto astratto, è presupporre la parte alla relazione, si che, in quanto così presupposta, la parte non può nemmeno costituirsi come parte della relazione.

ID58110 - 26/05/2015 20:20:45 - (Dru) - Segue...

Leretico: "La volontà, il soggetto, l'individuo, crede, vuole che il mondo sia fatto in un certo modo e appoggia questo credere, che di per sé è instabile, ad un immutabile che doni la stabilità". Dunque ogni volontà crede di creare. Entrambi strumenti, Dio e la Tecnica che "servono per dominare le cose che si credono disponibili (togli quel sia sa, in quanto se io sapessi che non posso prender in mano il sole nemmeno vorrei prenderlo).

ID58111 - 26/05/2015 20:35:29 - (Dru) - Così, per riagganciarci con il tema dell'articolo,

rispondere a a chi argomenta a favore dei matrimoni gay con il discorso sulla relazione o necessità del processo storico calato nelle strutture logiche che producono le regole di comportamento in questo trascorrere della storia, che è il fondato di ogni decisione, rende decisivo in quanto necessario, ciò che per l'intelletto astratto è un prodotto della propria mente (essa stessa un fondato e non fondamento)... Infatti saper di vivere nella contraddizione significa averla superata, nessuna contraddizione può vivere simpliciter, ma tutte appaiono in quanto negate (dalla verità), questo è il sapere, questo significa oltrepassare l'assurdo concetto di libertà.

ID58112 - 26/05/2015 20:45:39 - (Dru) - Tu lo sai Leretico

che la libertà, così come pensata dall'occidente, non esiste, cioè è contraddittoria. Perché altrimenti non possiamo proseguire...

ID58117 - 26/05/2015 21:17:52 - (Dru) - La libertà

la libertà, come negazione del destino della necessità è autonegazione, e in questo credo tu riconosca la necessità della volontà, e in questo il tuo pensiero ripara le sue speranze nei confronti della moralità, però questa, che è speranza appunto, è destinata a tramontare, proprio nella consapevolezza del suo essere contraddizione. Chii oggi mai dubiterebbe che la libertà è contraddizione?

ID58121 - 26/05/2015 21:43:02 - (Leretico) - La libertà

la libertà esiste come contraddizione. Perché si presenta come contraddizione invece di non presentarsi affatto? Se si risponde che è necessario che sia così perché appare così, in fondo non si risponde. Se la libertà appare come contraddizione questo apparire rispetto al non apparire, come lo intendiamo? Che legame c'è tra il suo apparire e ciò che di essa libertà ancora non appare? Altrimenti non possiamo proseguire...

ID58122 - 26/05/2015 22:06:02 - (Dru) - Sì presenta come contraddizione

Perché la sua affermazione nega ciò che vuole affermare. Cosa vuole affermare la libertà? la libertà vuole affermare che la parte vive indipendentemente dal tutto. Dunque che la parte è fondato e fondamento (cioè è parte e eodem tutto).Che la parte sia il tutto è contraddizione, ma che questo, che è fondamento della verità, non sia riconosciuto dalla libertà è un problema..sei invece convinto sul resto delle considerazioni fatte sopra?

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Il consigliere regionale valsabbino della Lega: “Quanto accaduto è una débâcle senza appello per chi si è affidato alla strategia di approvare il calendario venatoria all’ultimo minuto, forse nella inconsistente convinzione che il TAR non intervenisse così come è intervenuto”

22/09/2021

Caccia sospesa in Lombardia

l Tar della Lombardia ha sospeso almeno fino al prossimo 7 ottobre l’attività venatoria nella regione. Accolto il ricorso della Lac, la Lega per l’abolizione della caccia

22/09/2021

Depuratore, Girelli: «Necessario riprendere il percorso con il territorio»

Il Consigliere regionale del PD Gianni Girelli ha presentato una mozione affinché la Regione chieda al governo di rivedere le decisioni prese e ristabilire un iter istituzionale corretto

22/09/2021

Il ricorso dei sindaci: «Mancano le Valutazioni ambientali e sanitarie»

Presentato lunedì al Tar di Brescia il ricorso contro la nomina del commissario per la depurazione del Garda: «Il Commissario può derogare soltanto alle norme sugli appalti non scegliere la localizzazione»

22/09/2021

L'osteoporosi: cos'è e come si previene

Cos'è l'osteoporosi e come si previene? Scopriamolo insieme alla Dott.ssa Clara Zambarda, reumatologa del Centro Medico Fisioterapico Equilibrio di Salò

21/09/2021

Il vescovo presenta la Lettera pastorale

Questo giovedì sera al teatro parrocchiale “La Rocca” di Sabbio Chiese l’appuntamento rivolto alle parrocchie della Valle Sabbia in particolare per educatori e catechisti

21/09/2021

«Resistere e generare. La cooperazione sociale tra emergenze e opportunità»

Il tradizionale appuntamento annuale della cooperativa “La Nuvola nel Sacco” si terrà questo mercoledì sera, 22 settembre, in città. Ecco il programma

21/09/2021

Lettori e pandemia, il punto sulle biblioteche

Alessandra Vittici, direttrice del Sistema Bibliotecario Nord Est Bresciano, analizza per noi l’andamento delle biblioteche, in particolare quelle valsabbine, ai tempi del Covid

21/09/2021

Sul fuoco o elettrico?

C’è una convinzione presente nella mente di ogni vero valsabbino: lo spiedo cucinato sul fuoco è migliore di quello cotto in maniera elettrica! Ma è davvero così?

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20/09/2021

Depuratore, si va a Roma. Pronta la trasferta

I manifestanti del Presidio bresciano, ma anche tutti coloro che vorranno unirsi alla protesta, si danno appuntamento a Palazzo Chigi per interpellare di persona i parlamentari bresciani sulla questione del depuratore del Garda