26 Gennaio 2020, 09.45
Valsabbia Provincia
Alpini

Da Nikolajewka un anelito di pace

di Cesare Fumana

Nella commemorazione a Brescia del 77° della conclusiva battaglia degli Alpini sul fronte Russo, dalle Penne nere il ricordo dei reduci e del loro messaggio ribadito più volte: “Mai più la guerra”


Il 26 gennaio 1943, a Nikolajewka, gli Alpini della Divisione Tridentina scrissero l’ultimo capitolo di una delle storie militari più conosciute dell’Esercito Italiano, l’eroico ripiegamento dal fronte russo durante la 2^ Guerra Mondiale. Un’ultima battaglia per uscire dopo giorni di estenuanti combattimenti dalla sacca dentro cui erano stati chiusi i soldati dell’Asse in ritirata, che vide gli Alpini del 6° reggimento - giunti  per primi  alle porte del paese ucraino – compiere un ennesimo determinante sforzo per consentire il ritorno a casa dei superstiti dell’Armata Militare Italiana in Russia e degli eserciti alleati.

Il loro sacrificio – e quello più in generale di tutti i Caduti - è stato ricordato anche quest’anno a Brescia, presso la scuola Nikolajewka, dove l’Associazione Nazionale Alpini compie ogni anno una commemorazione ufficiale.

Per ragioni anagrafiche i reduci di quei fatti non ci sono quasi più: ce n’era solo uno presente: vigilio Bettinzoli, di 97 anni, di Lodrino.
È toccato quindi ad altri il discorso ufficiale, affidato al past president della Sezione Ana di Brescia, Davide Forlani, che ha ricordato tanti protagonisti di quella battaglia, alpini citati nei libri di memorialistica e personaggi che poi ebbero un importante impegno pubblico.
Tanti anche i valsabbini inquadrati nei battaglioni Vestone e Val Chiese, nomi citati nel libro di Mario Rigoni Stern “Il sergente nella neve”.

Nel suo intervento, il presidente dell’Ana, Sebastiano Favero, ha ricordato l’anelito di pace che è scaturito dal ricordo di quella battaglia, un afflato alla pace e alla convivenza fra i popoli ribadito a gran voce dai reduci delle Seconda guerra mondiale.

Da qui l’impegno solidale delle Penne nere nelle calamità e in progetti di solidarietà, come la stessa scuola Nikolajewka dimostra, il “monumento vivente” delle Penne nere bresciane.

Favero ha ricordato anche il legame nato con Livenka, come oggi è chiamata Nikolajewka, e con la Russia, con l’asilo Sorriso di Rossosch costruito dalle Penne nere, così come il recente ponte di Livenka, a sottolineare un legame di amicizia che deve essere un comune sentire per tutti.

In particolare per i giovani e le istituzioni, a cui gli Alpini vogliono essere da esempio, ricordando il messaggio dei reduci: "Mai più la guerra"!.


Vedi anche
26/01/2018 12:00:00

Nikolajewka, a Brescia l'anniversario solenne Si concluderanno questo fine settimana a Brescia le celebrazioni per il 75° anniversario dell’ultima eroica battaglia che consentì agli alpini in ritirata di tornare “a baita”

22/01/2016 14:05:00

Nikolajewka, sacrario degli Alpini Si terrà questo sabato, 23 gennaio, a Brescia, la commemorazione della Battaglia di Nikolajewka, l’ultimo eroico sacrificio delle Penne nere durante la ritirata di Russia nella Seconda guerra mondiale

26/01/2021 09:45:00

78 anni fa la Battaglia di Nikolajewka Non si terranno quest’anno a Brescia le celebrazioni delle Penne nere in ricordo dell’ultimo combattimento della Campagna di Russia, ma gli Alpini non dimenticano

26/04/2019 06:26:00

L'ultimo reduce Luigi Tisi è andato avanti. Aveva 99 anni, a Sabbio Chiese e forse in tutta la Valle Sabbia, era l’ultimo fra i reduci di Nikolajewka. Sabato scortato dalle Penne nere il suo ultimo viaggio

28/01/2008 00:00:00

Valsabbini in massa a Brescia per Nikolajewka Grande afflusso di alpini domenica a Brescia per la cerimonia conclusiva del 65° anniversario della battaglia di Nikolajewka. Anche le penne nere della Valle Sabbia hanno voluto essere presenti all’imponente manifestazione.



Altre da Valsabbia
15/05/2021

Approvato nuovo bando Dote Scuola

Il consigliere regionale Floriano Massardi (Lega): “13,6 milioni di euro per gli studenti lombardi under21”

15/05/2021

Covid, Girelli: «Urgente far ripartire la sanità non covid»

Secondo il consigliere regionale valsabbino del Pd in Lombardia si è registrata una pesante riduzione di visite, interventi e screening

15/05/2021

La mulattiera di «Gruffo»: la strada del mercato, antichissimo percorso tra vicinie

Oggi resiste ancora, vecchio tratturo da restauro, colma di innumeri ricordi e di antiche memorie che una sua sistemazione aiuterebbe a conservare

14/05/2021

Tavolo delle associazioni: «Peschiera la soluzione più economica e meno impattante»

La Federazione delle associazioni ambientaliste del Chiese guidata da Gianluca Bordiga ha commissionato uno studio nel quale vengono comparati i diversi progetti per il depuratore che sarà sottoposto all’Ato e alla Cabina di regia

13/05/2021

Un blogger sulle strade della Valle Sabbia

I noto blogger di viaggi Gio del Bianco sta percorrendo questa settimana le strade della Valle Sabbia lungo un itinerario alla scoperta del borghi che circondano il lago d’Idro

13/05/2021

«Orizzonti di giustizia»

Al Perlasca di Idro si è tornati agli incontri in presenza, con “Orizzonti di Giustizia”. Protagonista dell’evento Fiammetta, la terzogenita del giudice Borsellino, ucciso da un agguato mafioso il 19 luglio del 1992

12/05/2021

Depuratore a Lonato, in cosa consiste il progetto?

L’impianto sorgerà nella frazione di Esenta e, secondo Acque Bresciane, darà ampie garanzie di sostenibilità ambientale. Resta da sciogliere il nodo dello scarico dei reflui

12/05/2021

È Lonato la scelta finale per il depuratore

L’ufficialità arriverà nei prossimi giorni, ma la scelta è già stata fatta nel corso della Commissione Ciclo Idrico del Broletto, alla presenza dei vertici di Acque Bresciane e dell’Ufficio d’Ambito

12/05/2021

«Una bestemmia culturale»

Questo, in estrema ed iconica sintesi, il pensiero di un produttore vinicolo valsabbino riguardo all’iniziativa di Bruxelles di togliere l'alcol dal vino e di aggiungervi acqua

(2)
12/05/2021

Medicina di territorio, belle parole ma...

«Si stanno muovendo tutti per invertire lo stato di abbandono che la medicina sul territorio sta subendo da anni (vedi le proteste a Salò). Tutti meno che i valsabbini». Così un lettore, riferendosi al Presidio di Nozza

(1)