23 Febbraio 2009, 00.00
Bagolino
Gaver

Fondo, pista ancora chiusa

di Ubaldo Vallini

Dopo due settimane di sosta forzata il Gaver ha potuto riprendere a soddisfare gli appassionati delle piste da sci.
Bene per Gaverland, con qualche nota polemica.

Dopo due settimane di sosta forzata, dovuta alla imgombrante presenza di slavine pronte a scendere sulla Provinciale 669 dalle Pale della Misa, il Gaver ha potuto riprendere a soddisfare gli appassionati delle piste da sci.
Non quelli del fondo però.
Sulla pista della Piana, quella che si infila per cinque chilometri fra i boschi di conifere alla base del Cornone di Blumone, infatti, i gatti non hanno fatto il loro lavoro.
Le tracce per l’”alternato” e gli spazi per il “pattinato”, giacciono sotto due metri e passa di neve fresca.

Ed è polemica, che parecchi bagossi non hanno mancato di mettere in evidenza visitando il pullman giallo del Giornale di Brescia: “I nuovi gestori della Sat si preoccupano tanto di attirare sulle piste i ragazzi dello snowboard, del resto se ne infischiano. Guardate ad esempio la gara degli alpini della Montesuello: dovevano farla in Gaver quindici giorni fa e non hanno potuto perché era impossibile arrivare lassù. E questo pazienza, capita. Poi l’hanno rimandata a oggi, ma a Carisolo, perché non era certa l’apertura della pista della Piana".

Si difende Roberta Bresciani, manager di Gaverland, la rinnovata stazione sciistica in cima alla Valle del Caffaro.
Brenese il territorio, bagosso, e da sempre, l’interesse: “C’è che il nostro Nerio è finito all’ospedale, si è sentito male alla ripresa dei lavori, quando finalmente abbiamo potuto raggiugere di nuovo il Gaver e ci siamo messi all’opera per ripristinare le piste, gli impianti e il rifugio che aveva subito non pochi danni – ci dice la moglie di Giacomo Leali -. Senza Nerio, che è il nostro esperto migliore, mettere tutto a posto è risultata impresa ardua, tanto che al momento di riaprire non erano pronte neppure tutte le piste per la discesa. La “nera”, ad esempio, è ancora chiusa. Gli operai mi hanno detto che al momento è impossibile andare a schiacciare i due metri e mezzo di neve nuova che si sono depositati lungo il canalone. Non ce l’abbiamo proprio fatta ad andare a battere la pista di fondo. Lo faremo non appena sarà possibile”.

Quanto all’idea di trasformare gli impianti del Gaver in un parco di divertimento adatto soprattutto ai giovani Roberta Bresciani non ha dubbi: “Da noi trovano spazio anche coloro che praticano le discese con metodi tradizionali e anche gli appassionati del fondo, ci mancherebbe – afferma -. Però va detto che ormai Gaverland è partita e che è partita alla grande. Non per nulla il nostro snowpark è considerato fra i sette più belli d’Italia e anche negli orari serali viene utilizzato da ragazzi che arrivano in pullman anche da fuori regione. Non passa settimana senza che si facciano servizi fotografici che finiscono poi sulle riviste del settore. L’altro giorno c’era addirittura una squadra di snowboarder che sono venuti apposta dall’Olanda. Certo bisogna che ci possano arrivare”.

Gaverland o non Gaverland, però, i bagossi sono piuttosto scettici sul destino della “loro” località sciistica.
Non è una novità l’idea di molti fra gli operatori turistici del Gaver e di Valle Dorizzo di unirsi in consorzio, proprio per affrontare le problematiche che affliggono la località turistica, soprattutto nel periodo invernale.
La mancata “battitura” della pista da fondo è solo l’ultimo degli episodi che turbano gli affari da quelle parti, e in molti casi non è la gestione Sat ad essere nel mirino, anzi.

Il tentativo è quello di dare doverosa risposta a quella che abbiamo più volte definito “la maledizione del Gaver”, ampiamente sperimentata negli anni scorsi: o nevica troppo poco e il fermo degli impianti trascina violentemente al ribasso la presenza turistica, oppure nevica anche troppo e lassù nemmeno ci si arriva. Con un consorzio capace di affrontare in modo finalmente organico le diverse problematiche, raprpesentando con una sola voce tutti gli interessi in gioco, gli operatori sperano di riuscire a dare all’economia del Gaver quella “scossa” di cui ha bisogno ormai da parecchio tempo.
“Ne parleremo dopo il Carnevale e faremo sul serio” assicurano i bagossi.


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